Di Marcello D'Acquarica (del 22/08/2015 @ 14:28:17, in Necrologi, linkato 2578 volte)

E’ una mattina come tante di questo caldo agosto. Tutto nella norma: il solito sole, il cielo azzurro, e i più svariati rumori della vita di paese, del mio paese e della mia via. Una volta in strada però due manifesti funebri fanno calare un velo di tristezza a questo nostro nuovo giorno. Li noto contemporaneamente, tanto che sono vicini alla nostra casa. Il primo è quello di Mariannina Pepe, un altro caposaldo di Noha, e sul muro della casa dei Nocco, quello di Maria. In un nanosecondo rivedo le scene delle ultime volte in cui ho avuto modo di parlarle, seduta nella stanza che dà su via Cadorna, dietro la porta con le ante aperte a presidiare Noha. Sì perché Maria godeva di questa grandissima specialità che spetta, evidentemente, a pochi fortunati: l’amore per il proprio paese. E ogni volta non perdeva occasione per dirmi che tutte le domeniche sentiva il dovere di tornare e di stare qualche ora nella sua casa paterna. Me lo raccontava con accanto Gigi, suo marito,  che sapeva benissimo di aver sposato, oltre a Maria, anche questo suo “difetto”. A questo punto chiedo a Chiara di avvisare subito le mie sorelle, soprattutto suor Orsolina che era anche la sua amica d’infanzia. Figuriamoci se suor Orsolina non aveva qualcosa da dirle, ecco di seguito le sue parole:

 
Di Antonio Mellone (del 16/08/2015 @ 09:14:01, in Necrologi, linkato 2889 volte)

All’inizio, leggendo di sfuggita il manifesto (quando sei in macchina riesci a scorrere o a decifrare solo i caratteri cubitali senza alcuna possibilità di soffermarti sui particolari), non avevo capito che la defunta Maria Pietrina Pepe era la Mariannina. Poi, una volta a casa, me lo ha riferito mia madre che non c’era più la nostra dirimpettaia di campagna, la mamma di Marcello, della Rosanna, della Maria Luce, della Lidia e della Tina Pepe (quando nomini la Tina non puoi ometterne il cognome). E pensare che avevo chiesto a mia madre della Mariannina solo qualche giorno prima, e m’ero tranquillizzato avendo saputo che anche quest’anno, nonostante gli acciacchi (ma la vecchiaia è già di per sé una malattia) si era “ritirata in campagna”.  

Chissà perché il ricordo delle persone anziane ci riporta sovente al tempo della nostra infanzia, il periodo della nostra vita che si conficca come un amo nella carne per non staccarsene più. E il ricordo di Mariannina, donna energica, grande lavoratrice, il rosario sempre a portata di mano, come lo scapolare del Cuore di Gesù, classe di ferro 1922, dunque 93 primavere sulle spalle, capelli bianchi e ciglia nere (caratteristica dei Pepe), non sfugge a questa regola aurea.

 
Di Redazione (del 12/07/2015 @ 22:40:59, in Necrologi, linkato 2506 volte)

Improvvisamente, all'età di 69 anni, ci ha lasciati Rosario Greco, un nohano doc emigrato in Germania diversi lustri fa, ma che non ha mai scordato la sua terra, tanto che non solo qui aveva la sua casa, in via Agrigento al numero 40, dove trascorreva le sue vacanze e dove aveva progettato di vivere la sua vecchiaia, ma ha fatto innamorare di Noha e del Salento anche la sua gentile consorte, Monika Pickelmann, di origini tedesche.

Rosario era così legato ai suoi fratelli nohani, e agli altri parenti, tanto da non far mancar loro la sua telefonata quotidiana per augurar loro il buongiorno.

Ora lo accoglierà tra le sue braccia materne, così come da sue volontà, l'antica bella terra di Noha.

 
Di Redazione (del 11/07/2015 @ 23:24:53, in Necrologi, linkato 2737 volte)
All'età di 96 anni si è spenta nella sua casa di Noha la signora Incoronata Coluccia, che tutti conoscono semplicemente come la 'Ncoronata. 
 
Alta, distinta, dai capelli ricci sempre ben pettinati, pulita e ordinata, la 'Ncoronata non lesinava mai un sorriso e un saluto cordiale a tutti (e forse sta anche in questa sua serenità d'animo il segreto della sua longevità).
 
La 'Ncoronata era da tutti conosciuta come una donna "casa e chiesa", buona, mite, pronta a dare un consiglio a tutti, e, ove possibile, anche una mano concreta. 
 
A novant'anni suonati, la vedevi quasi quotidianamente recarsi in chiesa a piedi per la messa serotina, e, sovente, anche al cimitero per la pia pratica della visita ai de funti.
 
Di Redazione (del 07/07/2015 @ 10:27:32, in Necrologi, linkato 2874 volte)
Oggi ci ha lasciato anche Salvatore Linciano, si può dire prematuramente - in quanto a 68 anni oggi si è ancora giovani - a causa del solito male che sembra non volerci far più morire di vecchiaia.
 
Salvatore era un gran lavoratore, "mondatore" di olivi stimato ed apprezzato da molti olivicoltori locali, lascia costernati la moglie, Clementina Masciullo, i figli Giuseppe, Michele, Andrea e Marisa, i rispettivi consorti, i fratelli, le sorelle, e tanti altri parenti e molti amici.  
 
A tutti giungano le condoglianze e l'abbraccio affettuoso da parte della redazione di questo sito.
 
La casa di Salvatore dà sugli stupendi verdi giardini Madonna delle Grazie.
 
Siamo certi che anche la sua nuova casa si affaccerà sui sempreverdi infiniti giardini della Sua Madre celeste.
 
Di Redazione (del 13/06/2015 @ 12:28:53, in Necrologi, linkato 2232 volte)
Dopo lunga malattia si è spenta a Noha, all'età di 73 anni, la signora Rita Coluccia, donna buona, dal carattere forte, molto legata ai figli (ed agli amici dei figli).  
 
Al marito Pippi Patriarca, ai figli Cinzia, Antonio, Gerardo, Francesca e Paola, ai rispettivi consorti, ai nipoti, ai fratelli Luigi (del Bar Settebello), Liliana (del mitico Bar Castello) e prof.ssa Giovanna, ai cognati, agli altri parenti e amici, giungano le condoglianze da parte della redazione di questo sito.
 
 
Noha.it
 
Di Redazione (del 02/06/2015 @ 22:45:26, in Necrologi, linkato 2802 volte)
All'età di 86 anni ci ha lasciato nunnu Gigetto Paglialunga. 
 
Gigetto appartiene a quella generazione di nohani che è sopravvissuta alla grande guerra e che avrebbe avuto ancora molte cose da raccontarci, delle bombe, della fame, della ricostruzione post-bellica, della Noha del tempo che fu. 
 
Longilineo, distinto, curato, con un'eleganza innata nel portamento ed una certa ricercatezza nell'abbigliamento, Gigetto ha sempre fatto il contadino, si può dire fino all'altro ieri. E quando per questioni di età gli fu ritirata la patente non si diede mica per vinto: inforcò la sua bicicletta, e, come ai bei tempi, continuò a recarsi in campagna a curare la sua vigna. 
 
Che vitalità, che insegnamento. 
 
*  
 
 
Di Redazione (del 31/05/2015 @ 22:19:20, in Necrologi, linkato 7057 volte)

L’ultima volta è stata a metà aprile di quest’anno, eravamo a casa di Marcello a festeggiare insieme ad altri amici il sessantesimo genetliaco del padrone di casa (compagno di classe di Roberto).

“Ehi, Roberto comu sciamu?”. “Tocca dicimu sempre boni, Antonio” - mentre mi stringeva forte, come al solito, la sua mano.

Ma sapevamo entrambi che era molto duro resistere contro quel male che sembra non voglia più risparmiare nessuna famiglia di Noha, anzi salentina. Eppure era incredibile l’energia che Roberto metteva in ogni cosa, nonostante tutto.

Io, a dire il vero, ho sperato fino in fondo e fino all’ultimo che ce la facesse: ero, come dire, fiducioso più che nelle cure degli oncologi nel coraggio, nella forza d’animo di quest’uomo e nei “metodi naturali” adottati con determinazione.

Sì, perché Roberto aveva una sua teoria sulla cura del male: “Devi essere più forte tu. Nun hai fare cu te cumanda iddhru. E poi devi mangiare molta verdura, i legumi e gli altri cibi naturali, devi stare sempre in movimento”. E questa, a ben vedere, non è mica una politica strampalata: è risaputo, infatti, che il sistema immunitario risente eccome dell’amore per la vita, e si comporta di conseguenza.

 
Di Redazione (del 31/05/2015 @ 13:33:39, in Necrologi, linkato 2406 volte)

All'età di 78 anni ci ha lasciato Luigi Bramato, figlio del defunto nunnu Ciccio.
Minuto nella sua figura fisica ma con un cuore grande così, il sig. Luigi è l'esempio tipico del nohano doc (purtroppo) d'altri tempi.
Uomo di poche parole, contadino di professione, ha trascorso una vita in mezzo ai campi a rivangare le zolle, a seminare e ad attendere paziente il raccolto.
Appena arriverà lassù, siamo certi, non rimarrà con le mani in mano, si darà subito da fare insieme agli altri per curare "la vigna del Signore" da cui da sempre nasce una bevanda della salvezza che non ha uguali. E intercederà presso il suo Dio perché anche a Noha e nel Salento intero venga rispettata la terra, fonte primaria di vita, e quanto in essa contenuto.

Ai figli Antonio e Francesco, alle rispettive consorti, ai nipoti, a tutti i congiunti ed agli amici della famiglia Bramato giungano i sensi del nostro cordoglio.

 

Canto notturno di un pastore ...

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