La Città di Galatina si prepara a celebrare la Festa dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, ricorrenza del 4 Novembre, con un programma di iniziative istituzionali e commemorative che si svolgeranno domenica 8 novembre 2026.

Una giornata dedicata al ricordo, alla memoria e alla riconoscenza nei confronti di quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria, ma anche un'occasione per riaffermare i valori dell'unità nazionale, della libertà, della pace e della solidarietà.

Le celebrazioni prenderanno il via a Galatina, alle ore 9:30, con il raduno in Piazzetta Orsini. Alle 10:15 partirà il corteo che accompagnerà le autorità e i partecipanti alla celebrazione della Santa Messa, prevista alle 10:30 presso la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Al termine della funzione religiosa si svolgerà la cerimonia di deposizione delle corone d'alloro ai Monumenti dei Caduti presso il Convitto “P. Colonna” e in Piazza Dante Alighieri.

Il programma commemorativo proseguirà nelle frazioni del territorio comunale.

A Noha, alle ore 15:30, sarà celebrata la Santa Messa presso la Chiesa di San Michele Arcangelo, seguita dalla deposizione di una corona d'alloro al Monumento dei Caduti in Piazza Ciro Menotti.

A Santa Barbara, alle ore 17:00, si terrà la cerimonia di deposizione di una corona d'alloro presso il Monumento dei Caduti in Piazza Andriani.

Infine, a Collemeto, alle ore 18:00, la celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa Madonna di Costantinopoli sarà seguita dalla deposizione di una corona d'alloro al Monumento dei Caduti in Piazza Italia.

L'Amministrazione Comunale invita tutta la cittadinanza, le associazioni, le istituzioni e le rappresentanze del territorio a prendere parte alle celebrazioni.

Ricordare significa custodire la memoria, trasmettere i valori alle nuove generazioni e rinnovare il senso di appartenenza alla comunità nazionale.

Una giornata, dunque, per rendere omaggio a chi ha servito il Paese e per riaffermare, insieme, il valore della pace e dell'unità.

 

 
 

Martedì 3 novembre, il Sodalizio de “Le Aquile di San Giorgio”, fondo di solidarietà tra Sottufficiali e Graduati del 61° Stormo e del 10° R.M.V. dell'Aeronautica Militare, in collaborazione con le associazioni “Angeli di Quartiere” e “Figli in Paradiso - Ali tra cielo e terra”, e con il gruppo musicale “NiteCity”, ha donato al progetto “Scuola in Ospedale - I. C. D. Alighieri - Diaz Lecce”, presso l'Ospedale Vito Fazzi di Lecce, una lavagna interattiva multimediale, uno strumento di ultima generazione con touch screen 4K, camera e impianto microfonico integrati, che permetterà ai ragazzi lungodegenti di continuare il loro percorso scolastico, restando connessi con insegnanti e compagni di classe.

 

Forse deludiamo qualcuno.

Si era sparsi infatti negli ambienti che contano dell’attuale maggioranza di Palazzo Orsini la convinzione che il primo novembre avremmo annunciato il nome del nostro candidato sindaco. Telefonate, richieste di informazioni, chiarimenti, notizie. Tutte rigorosamente a terzi. La prossima volta, chiamate direttamente noi, andate direttamente alla fonte, cercate l’interpretazione autentica. E vi diremo come stanno le cose, come è nel nostro stile: “se dobbiamo dire una cosa, la diciamo e basta”, parafrasando Bukowski.

E vi avremmo confermato quello che stiamo annunciando ora: un nuovo strumento comunicativo che porteremo, se ne saremo capaci, almeno fino alle prossime elezioni amministrative.

Nasce “E’ già domani”, newsletter del movimento politico-culturale Domani. Uno strumento comunicativo, non un candidato sindaco. Per quello c’è tempo, forse. E anche fossimo in ritardo, abbiamo sempre privilegiato i contenuti ai nomi e questa volta non andrà diversamente.

E siamo anche orgogliosi che “E’ già domani” sia anche il titolo del nuovissimo libro della sindaca di Genova, Silvia Salis, da cui potrebbe sembrar copiato. Sintomo di un concetto (la costruzione del domani parte necessariamente dall’oggi, spiegazione non richiesta ma utile per l’analfabetismo funzionale dilagante) che finalmente sembra passare col giusto significato nel panorama politico nazionale, almeno in quello più illuminato. Sommessamente però ricordiamo a tutti che “E’ già domani” fu già il titolo del podcast (le cui puntate sono ancora disponibili su Spotify) col quale raccontavamo in modo semiserio la realtà politica galatinese di quel periodo. La newsletter attuale vuole essere un modo per arrivare a chiunque abbia voglia di leggerci, difendendosi da un algoritmo che su Facebook e Instagram propone sempre più contenuti di intrattenimento e sempre meno ragionamenti politici, soprattutto quelli non sponsorizzati.

 

Ci sono pomeriggi in cui il tempo sembra fermarsi, o meglio, annullarsi. È quello che è accaduto il 31 ottobre nei saloni della RSA "Giovanni Paolo II" di Soleto, dove le rughe profonde e i sorrisi degli anziani ospitanti si sono mescolati alla freschezza e all’energia travolgente dei bambini dell’Istituto Comprensivo Polo 3 di Galatina. La scusa era una "Merenda Spaventosissima" per Halloween, ma la realtà ha raccontato qualcosa di molto più profondo: la nascita di un legame invisibile, potente e terapeutico tra due generazioni apparentemente lontane.

Vedere un bambino mascherato porgere un dolcetto a un nonno su una sedia a rotelle, o assistere a un anziano che accarezza la testa di un piccolo visitatore, restituisce il senso più puro della comunità.              Per gli ospiti della RSA, l’arrivo dei bambini non è stato solo un momento di distrazione, ma una vera e propria scarica di vitalità. I bambini portano con sé una spontaneità che non giudica e non teme la fragilità; al contrario, la accoglie con naturalezza.             In quegli sguardi, gli anziani hanno ritrovato i propri figli, i propri nipoti e, in fondo, una parte della propria giovinezza, uscendo per qualche ora da quella dimensione di isolamento che spesso caratterizza la terza età.

 

Di Antonio Mellone (del 04/11/2026 @ 00:00:00, in Comunicato Stampa, linkato 227 volte)

A Noha ci siamo messi in testa una cosa: le notizie di cronaca nera non devono più avere la meglio; al contrario sarebbe ora che la comunità iniziasse una buona volta a intonare il De Profundis nei confronti di certe derive.

Per far questo, non servono le camionette della polizia o l’esercito in piazza, ma la ricerca continua del dialogo, e viepiù del senso dell’esistenza, individuale e comunitaria (che non è sempre mera immanenza: anzi!), e di altre cosette da nulla tipo la cultura locale da non considerare mai più di serie B e l’arte che trova espressione nella musica, nel canto, nella letteratura, nel teatro, nelle manifestazioni visive: robette che sono oggetto di studio delle discipline umanistiche e, giacché ci siamo, pure scientifiche.

Tra le opere che in sol colpo contemplano tutto questo c’è la grande Messa da Requiem di Antonio Papa che avrà luogo mercoledì 4 novembre 2026 nella chiesa madre di San Michele Arcangelo alle 18:30.

L’appuntamento vedrà quali protagonisti lo stesso compositore Antonio Papa che siederà al Continiello, potente organo a canne della chiesa madre nohana, l’Ensemble “Le Armoniche Stravaganze”, con Angela Cosi all’arpa, Marco Corsano all’oboe e Simone Madaro alla tromba, ben quattro cori capaci di riflettere insieme l’armonia celeste (la Schola Cantorum francescana e la Schola Cantorum S. Domenica, entrambe di Scorrano, la Schola Cantorum Maria SS. Assunta di Surano e la Schola Cantorum Pier Giorgio Frassati di Cursi) e i due interpreti solisti, vale a dire lo splendido mezzosoprano Serena Scarinzi e il baritono Carlo Provenzano. Il tutto diretto da Mesciu Francesco Scarcella.   

Se poi, come in questo caso, oltre a seppellire una buona volta cronache e vergogne del “natìo borgo selvaggio” si riuscisse anche a scrivere un’altra pagina di storia edificante, arte mirabile e leggenda affascinante (come invero numerose ne furono scritte a suo tempo), avremo dimostrato che a Noha e dintorni le “robette” sanno ancora fare miracoli.

Antonio Mellone

 

Di Redazione (del 03/11/2026 @ 23:26:14, in Comunicato Stampa, linkato 178 volte)

Elisa Carlino, in arte Lysa, a soli 15 anni raggiunge un traguardo prestigioso: tra circa 30.000 partecipanti, è una dei 650 artisti selezionati per le finali nazionali del TMF – Tour Music Fest.

Galatina continua a distinguersi attraverso il talento, la passione e i sogni dei suoi giovani. Questa volta a portare in alto il nome della nostra città è Elisa Carlino, in arte Lysa, una giovanissima cantante galatinese che, a soli 15 anni, ha già conquistato un risultato straordinario nel panorama musicale emergente.

La musica accompagna Elisa fin dall’infanzia. Ha iniziato a cantare all’età di 8 anni e da allora non ha mai smesso di coltivare la sua passione. Oggi, oltre al canto, studia pianoforte e si dedica alla scrittura di testi, poesie e canzoni, costruendo passo dopo passo una propria identità artistica.

Il traguardo più importante raggiunto finora è la qualificazione alla finale nazionale del TMF – Tour Music Fest, il più grande festival europeo dedicato alla musica emergente, nato nel 2007 e capace di coinvolgere migliaia di artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Quest’anno, su circa 30.000 partecipanti, soltanto 650 artisti hanno conquistato un posto alle finali nazionali, in programma a San Marino dal 21 al 29 novembre.

Un risultato che rappresenta un riconoscimento significativo del talento, della dedizione e del lavoro svolto da Elisa, che avrà l’opportunità di confrontarsi con altri giovani artisti, incontrare professionisti del settore e vivere un’esperienza di grande valore umano e musicale.

Tra i suoi progetti artistici spicca anche “Vampire – Italian Cover con barre”, una reinterpretazione del celebre brano di Olivia Rodrigo, nella quale Elisa ha scritto strofe in italiano mantenendo il ritornello originale in inglese. Il videoclip, realizzato proprio a Galatina, racconta anche il profondo legame della giovane artista con la sua città.

 

Di Redazione (del 03/11/2026 @ 23:20:47, in Comunicato Stampa, linkato 138 volte)

E’ stata una serata andata malissimo (quasi horror) per Olimpia Sbv Galatina, dove c’è stato nulla da salvare. Senza infierire, ma volendo cogliere un po' d’ironia attuale, diremmo che è stata una serata in stile Halloween con la metafora sportiva che indica una prova opaca e ricca di errori. Volendo esorcizzare questo risultato deludente, però, basta affidarsi al significato della festa celtica chiamata in causa, che celebra il passaggio verso una nuova rinascita…. attesa da tutti.

Abbandonando queste sfumature antropologiche rimane l’oggettività di una partita sconcertante con una squadra senza nerbo, svuotata di energie e con una condizione fisica inesistente.

Il 2-9 maturato in avvio di prima frazione è stato premonitore di un crollo che ha assunto punteggi mortificanti: 8-17 ,13-21 ed un colpo di coda finale meno degradante che ha assegnato la vittoria del set (19-25) agli ospiti.

Lo scoramento è stato palese nella formazione locale, al pari di uno scollamento tra i reparti, con ricezioni negative, servizi comodi che non intaccavano i ricettori avversari e muri disorientati che hanno caratterizzato una seconda frazione ancora più avvilente. Il punteggio è scivolato impietoso dopo un punto a punto iniziale (4-4), incrementato dagli attacchi ficcanti degli ospiti (4-9, 6-11 ,8-16) fino al 14-25 per un 0-2 ineccepibile dei ragazzi di mister Stomeo. Il copione nell’ultimo set non si è discostato dai precedenti esprimendo un delta nel punteggio in oscillazione tra un -4 ed un -6 fino al 17-25 con cui si è chiusa la frazione (17-25) e la gara con un netto 0-3.

Ciò che emerge dalle ultime due ultime prestazioni conferma i dubbi emersi nella gara, sia pur vittoriosa, contro Fasano, di una squadra dal peso specifico leggero, poco incisiva nel determinare il risultato.

Fino ad ora è apparso evidente che:

  • il gruppo è privo di un leader in campo capace nei momenti negativi in cui la squadra è bloccata dalla frustrazione, dall'ansia o dalla rassegnazione, di resettare emotivamente il gruppo per spezzare il ritmo negativo
  • i "trascinatori" capaci di fare la differenza nei momenti decisivi sono poco sintonizzati e con un valore tecnico ancora inespresso (Chaban) o ancora in fase di graduale recupero sotto l’aspetto psico-fisico (De Lorentis), nonostante Persichino sia stato il solo a tenere sotto pressione la prima linea ospite.
  • alcuni fondamentali (ricezione in testa) necessitano di percentuali di efficienza più solide, nonostante la fase muro -difesa soprattutto sugli attacchi di Sansò sia stata accettabile nel contenere l’opposto ospite, meno efficace nell’opporsi ai colpi del mancino D’Amato.

 

Di Antonio Mellone (del 02/11/2026 @ 20:28:19, in NohaBlog, linkato 232 volte)

È stato alquanto difficile ma non impossibile: tanto che alla fine, di concerto con un bel po’ di uomini e donne di buona volontà, ce l’abbiamo fatta. Sì, va bene, c’è anche il mio zampino in tutto questo, oltre ovviamente a quello del parroco don Francesco Coluccia (che non per nulla bazzica il palazzo apostolico nel ruolo di Consultore di uno dei più importanti dicasteri vaticani). Insieme a noi un sacco di amici che si sono impegnati per dar vita a codesta solenne “missa papalis cantata”, che, mese di novembre ineunte, sarà a tutti gli effetti una Messa da Requiem. Non posso nominare l’intero monumentale cast artistico di quest’avventura, altrimenti non la finirei più. Qui mi limito a citare i ben quattro cori che l’animeranno, vale a dire le due Scholae Cantorum di Scorrano e quelle di Surano e Cursi, l’Ensemble “Le Armoniche Stravaganze” (con Angela Cosi all’arpa, Marco Corsano all’oboe e Simone Madaro alla tromba), e ancora il mezzosoprano Serena Scarinzi e il baritono Carlo Provenzano, tutti diretti dal M° Francesco Scarcella. Stavo quasi per scordarne il protagonista assoluto: Mesciu Antonio Papa che non solo è l’autore di questo incredibile Requiem, ma, per l’occasione, sarà anche uno degli esecutori della sua opera magna, sedendo al Continiello, il potente organo a canne nohano.

La Messa da Requiem di Antonio Papa avrà luogo a Noha nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, mercoledì 4 novembre 2026 alle ore 18:30. L’ingresso è ovviamente libero.  

Quasi tutti avranno certamente visto un Papa celebrare la messa, ma mai un Papa suonare l’organo al suo stesso Requiem. Cose che succedono soltanto qui da noi.

Quando si dice che tutte le strade portano a Noha.

Antonio Mellone

 

Nel 2022, durante la campagna elettorale, Fabio Vergine prometteva che se fosse diventato Sindaco il Comune si sarebbe trasformato in un Palazzo di cristallo, nel quale ogni cittadino avrebbe dovuto sentirsi a casa.
Era un’immagine forte: trasparenza, accoglienza, prossimità tra l’Amministrazione e la comunità.

Vergine è effettivamente diventato Sindaco e, a distanza di quasi cinque anni, quella promessa appare ormai lontana. Oggi si accede - anzi, meglio dire non si accede - a Palazzo Civico se non attraverso un “filtro” poco rispettoso dei cittadini.
E negli ultimi tempi è ben visibile un cartello: “Ingresso consentito solo su appuntamento”, con la parola “solo” sottolineata in nero e “appuntamento” evidenziata in rosso.

Il palazzo di cristallo è sparito.
È rimasta la cruda realtà di un’amministrazione chiusa e restia a ricevere i cittadini con le loro esigenze.
Una Pubblica Amministrazione non è soltanto un luogo dove si svolgono pratiche: è il punto di riferimento della comunità.
Il Palazzo comunale deve essere percepito come una casa aperta, nella quale il cittadino si sente benvenuto, ascoltato e considerato.

Un cartello, da solo, non definisce la qualità di un’amministrazione. Però comunica un atteggiamento.
E quando l’accento cade su “solo” e “appuntamento”, con evidenze che sembrano più un divieto che un’indicazione, il segnale che si trasmette è quello di una Casa comunale sempre meno accessibile.
La “casa di cristallo” non si costruisce con divieti evidenziati in rosso. Si costruisce con trasparenza, disponibilità, chiarezza nelle procedure e attenzione reale verso chi si rivolge agli uffici comunali.

Chi si reca in Comune spesso lo fa perché ha un bisogno concreto: un documento, un’informazione, un problema da risolvere, una pratica da seguire. Non è un intruso. Non è un numero. È un cittadino che ha diritto a un servizio pubblico efficiente, chiaro e accogliente.

 

 

 


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