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A proposito della storia infinita della vecchia scuola elementare di Noha Non cíŤ nulla da nascondere (parte prima di quattro)
Di Antonio Mellone (del 12/09/2012 @ 00:00:00, in Ex edificio scolastico, linkato 2028 volte)

Non è dunque vero che “il sito noha.it non se lo fila nessuno”. Qualcuno lo consulta, eccome. Poi magari può anche far finta di nulla, ma intanto, come si dice, “il seme è stato gettato”.
Questo per dire che venerdì 7 settembre alle 17.30 - oltre allo scrivente e all’Albino Campa martire – qualcun altro c’era per la da noi tanto auspicata ed attesa visita guidata dall’assessore Andrea Coccioli all’interno del “restaurato” complesso delle vecchie scuole elementari di Noha.
V’era un bel po’ di gente, allora, non tantissima per la verità (e per fortuna), ma quanto basta per diffondere il verbo. Ovviamente mancavano i soliti “rappresentanti politici” di Noha, con l’eccezione della Daniela Sindaco (ciò che è giusto è giusto e va riconosciuto). I latitanti nostrani, probabilmente in tutt’altre faccende affaccendati, assenti giustificati sicuramente da validissimi motivi, non si sono fatti vivi né in carne ed ossa né sotto altre forme, specie o spoglie. Ma non ci siamo persi nulla, anzi ci siamo risparmiati il solito risultato di quel trust di cervelli che si estrinseca nei soliti annunci, esternazioni, promesse, proclami, boutade, giuramenti, comunicati stampa inviati al Quotidiano di Lecce, e soprattutto slogan.
Oltre a noi altri c’erano gli amici di Galatina2000, di Galatina.it, e di Telegalatina, tutti muniti di telecamera ed altri apparati elettronici per immortalare e magari propagare parole, opere ed omissioni sul conto del nascituro centro sociale di Noha, per il quale sarebbero già stati spesi 1.300.000 euro di soldi pubblici. Abbiam detto “nascituro”, in quanto il taglio del nastro inaugurale del nuovo centro si spera polifunzionale (noi ci accontenteremmo perfino del semplice attributo “funzionale”) si vede ancora attraverso il binocolo della speranza.
Basteranno altri nove mesi di gestazione perché questo embrione veda finalmente la luce? Misterium fidei.       
Diciamo inoltre che ci ha fatto piacere che l’assessore Coccioli abbia cambiato idea ed abbia accolto a braccia aperte non solo la video-camerina del sito di Noha, ma anche quelle degli altri astanti. Sì, perché nei colloqui telefonici intercorsi giorni prima con il sottoscritto, l’assessore aveva accuratamente chiesto di evitare queste forme di pubblicità. Successivamente, magari folgorato sulla via della preveggenza più che su quella di Noha, il Coccioli ha abbandonato finalmente questa arcana sua fase di resistenza sulla difensiva, passando dal vituperare all’auspicare una ripresa televisiva dell’evento, probabilmente riflettendo sul fatto che intanto non c’era nessuno pronto ad attaccarlo (le domande legittime da parte dei cittadini non dovrebbero mai esser viste da alcuno, e tanto meno da un personaggio ormai pubblico, come un’imboscata), e poi sul fatto che non c’è proprio nulla da nascondere quando si parla al  e con il popolo, che riprendere con una telecamera un “luogo comune” non dovrebbe esser reato, che la trasparenza e la legalità tanto strombazzate da tutti passano anche attraverso questi marchingegni, e che vale la pena di far sapere a tutti come stanno le cose attraverso la prova documentale audio-video, anche al fine di limitare al massimo illazioni, dicerie e ricostruzioni elucubrate.       
Fine della prima parte. E non siamo ancora entrati nell’edificium: lo faremo nella seconda parte.

Antonio Mellone