feb132026
Ci sono eventi che non si limitano ad animare una giornata, ma riescono a restituire identità, senso di appartenenza e orgoglio collettivo. Il Carnevale vissuto a Noha in questo 2026 è stato uno di questi: non soltanto una festa, ma una manifestazione capace di trasformare le strade in luoghi di incontro, sorrisi e riconoscimento reciproco. Le vie colme di colori, la musica, l’entusiasmo dei bambini e delle famiglie raccontano qualcosa di più profondo della semplice celebrazione. Raccontano una comunità viva, capace di costruire bellezza insieme. Nulla di ciò accade per caso: dietro ogni carro allegorico, ogni gruppo mascherato, ogni dettaglio curato, vi sono impegno, tempo donato, passione e responsabilità civica.
Desidero quindi esprimere un sincero e sentito ringraziamento alle associazioni che hanno reso possibile questa esperienza — l’Associazione Nove e Tre Quarti, Nohart, L’Aretè de Noha, tutte le associazioni e tutti i volontari, collaboratori e cittadini coinvolti. Realtà diverse, energie complementari, unite da uno spirito comune che ha dato lustro a Noha e ha mostrato quanto il lavoro associativo e collettivo rappresenti un patrimonio sociale prezioso.
Il Carnevale ha avuto un valore che va oltre il momento festivo: è stato uno spazio educativo e relazionale, un laboratorio di cittadinanza attiva in cui generazioni diverse hanno condiviso tempo, emozioni e appartenenza. In un’epoca in cui il rischio di frammentazione sociale è concreto, iniziative come questa rafforzano i legami, costruiscono memoria collettiva e promuovono inclusione.
È giusto quindi sottolinearlo: la riuscita della manifestazione non ha dato prestigio soltanto a Noha, ma ha contribuito a valorizzare l’immagine dell’intera Galatina e dei territori limitrofi, perché quando una comunità si esprime con questa vitalità, il beneficio culturale e sociale si estende ben oltre i propri confini. Proprio per questo, nel rinnovare i complimenti più sinceri, appare auspicabile che a fronte di risultati così significativi possa crescere anche il sostegno, soprattutto economico, da parte delle istituzioni. Investire in iniziative di tale portata significa investire nella coesione sociale, nella promozione culturale e nella qualità della vita dei cittadini. Non si tratta semplicemente di sostenere una festa, ma di riconoscere e valorizzare un capitale umano e comunitario che merita continuità e visione.
A tutti coloro che hanno collaborato, organizzato e partecipato va la mia gratitudine. Avete dimostrato che la forza di una comunità risiede nella capacità di unirsi, creare e condividere e quando ciò accade, non è soltanto un evento ad avere successo, ma è una comunità intera che cresce e si riconosce.
Con stima e riconoscenza,
Michele Scalese
feb112026
Non siamo ancora ai livelli di notorietà del carnevale di Venezia (pare uno fra i più antichi del mondo, e con spesa pubblica a diversi zeri prima della virgola), o alla mole dei carri carnascialeschi di Putignano che sfilano da appena 632 edizioni (diconsi sei secoli abbondanti di esperienza), e nemmeno ai 33 anni suonati di carnevalate dei nostri vicini di casa, anzi amici fraterni di Aradeo, che molti trucchi del mestiere ci hanno insegnato nel corso di più collaborazioni e cameratismi; ma ridendo e scherzando il Carnevale di Noha, pur risuscitando dalle ceneri di sfilate di qualche decennio addietro, ha tagliato in grande spolvero il terzo anno di vita con un crescente numero di gruppi mascherati e carri allegorici (stavo per dire anagogici), ognuno latore di un messaggio di impellente attualità (dalla pace alla preservazione del pianeta, dal conoscere se stessi al rispetto dei diritti di tutti).
Invero si stanno ancora sperimentando i percorsi del corteo, per dire della fase tuttora (e speriamo continuamente) progettuale della kermesse. Quest’anno, per esempio, s’è optato - c’è da riconoscere con risultati eccellenti - per “spaccanohapoli”, cioè l’ampia strada, tendenzialmente rettilinea, dico senza curve a gomito, che divide Noha nord da Noha sud con partenza dalla periferia ovest del paese, attraversamento di tutta via Aradeo, passaggio (obbligato) downtown San Michele, e culmine in piazza Castello dove lo spettacolo è proseguito con la musica di Radio Orizzonti Activity, le coreografie dei corpi di ballo, le premiazioni, i mattacchioni Tekemaya & Zigo e il Dj a km0 Riki Pellegrino. Purtroppo non s’è potuto rispettare tutto il cartellone procedendo fino alla fine con l’attesissimo Showcase di Danilo Seclì e Luigi Abaterusso per via della pioggia che, inverando le già infauste previsioni, ha perlomeno atteso la premiazione dell’ultimo carro in parata prima di prendersi la scena a catinelle.
L’energia espressa sabato 7 febbraio scorso è frutto del lavoro di associazioni indigene come le benemerite L’Aretè de Noha, Nohart, Nove e ¾ (quest’ultima si è occupata oltretutto di organizzazione, sicurezza, certificazioni, impiantistica, coordinamento e infiniti altri fattori del palinsesto), scuole (come la materna nohana, neosettantenne ma fresca come una rosa e bella come l’arcobaleno), e svariati sodali extramoenia, come appunto i gruppi di Collemeto e ça va sans dire di Aradeo, e sicuramente numerosi altri di ogni dove che in questo momento mi sfuggono (chiedo venia: ma non son mica giornalista io). Devo infine (ahimè) riconoscere l’ineccepibile impegno da parte delle istituzioni locali che non hanno mai fatto mancare presenza e spirito di collaborazione.
Cosa c’è dietro qualche ora di codesta macchina scenografica è presto detto: decine di incontri preparatori a partire dai mesi del solleone, prototipi in miniatura, progetti di impianti elettromeccanici da fare invidia a quelli dei migliori ingegneri nucleari, immancabili gruppi di WhatsApp (sopravvivervi è già di per sé impresa titanica), sacrifici di innumerevoli fine settimana, incetta di pile di giornali per la più ponderosa materia prima necessaria alla bisogna (ossia la cartapesta - a quanto pare il miglior uso che oggi si possa fare dei quotidiani, soprattutto mainstream), ricerca spasmodica di imprescindibili sponsor (ci siamo anche noi di Noha.it), e tante prove di danza (e altrettante conviviali prove di panza) dei variopinti ensemble nei luoghi più disparati di google-maps: scantinati, capannoni industriali, palestre, seconde case in campagna, salotti, garage e ramèse. A proposito di balli, per favore la prossima volta si inverta la direzione di un girotondo, si corregga un ritmo, o chessò io, si introduca un nuovo passo: non vorrei che le saggiate figure coreutico-musicali contenessero (involontariamente eh) elementi incontrovertibili di danza della pioggia visto che per ben due volte su tre s’è dovuto rinviare l’appuntamento programmato - e ieri sera, pur partito, troncato anticipatamente - a causa delle precipitazioni atmosferiche.
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Chiudo. Come accade altrove, anche per il nostro ormai rituale appuntamento annuale sarebbe il caso di ideare un’appropriata maschera iconica. A Napoli c’è Pulcinella, a Gallipoli Lu Titoru, a Putignano Farinella, eccetera, mentre a Noha finora nulla. Io ovviamente non potrei proporre una Fetta di Mellone per manifesto conflitto di interessi. Ma credo che si potrebbe senz’altro suggerire, non senza preventiva democratica consultazione, l’effigie gaudente di qualche nostro folkloristico Sindaco.
Antonio Mellone
feb112026
Nelle settimane che hanno preceduto e accompagnato il Natale, a Galatina è accaduto qualcosa di inaspettato. Senza grandi annunci ufficiali e senza firme dichiarate, cinquanta quaderni bianchi sono comparsi in diversi angoli della città con un invito semplice: scrivere un pensiero e rimetterli in circolo.
È nato così Di Mano in Mano – Quaderno viaggiatore, un esperimento collettivo che ha trasformato un oggetto quotidiano in un filo invisibile tra le persone, capace di attraversare relazioni, generazioni e luoghi della città. Chi trovava il quaderno poteva aggiungere una frase, un disegno, una confessione, un desiderio, e poi affidarlo a qualcun altro. Il tutto in modo libero, anche anonimo.
Nel periodo natalizio l’iniziativa è stata accolta con un entusiasmo sorprendente. I quaderni erano ovunque: sulle panchine, nei vicoli, nei bar, nei luoghi simbolici della città. Sui social si è creato un vero e proprio gioco di avvistamenti, tag, condivisioni e passaggi di mano. Le pagine pubblicate hanno raccontato storie intime, riflessioni profonde, ironia, rabbia, amore. Un racconto corale che ha mostrato quanto una comunità possa attivarsi quando le si offre uno spazio di espressione autentica.
L’obiettivo dichiarato nelle prime pagine dei quaderni è semplice ma ambizioso: unire, incoraggiare la condivisione, abbattere la solitudine e scoprire cosa accade quando una città intera scrive insieme.
Oggi il progetto entra nella sua fase conclusiva. Molti quaderni sono già tornati, ma altri sono ancora in circolazione. Per questo è stato lanciato un ultimo appello alla cittadinanza: chiunque sia in possesso di un quaderno è invitato a riportarlo il prima possibile presso uno dei punti di raccolta indicati — Caffè Lenee (Teatro Tartaro), Caty Bar e Oasi Bar.
Per ringraziare chi contribuirà alla restituzione, è prevista una piccola ricompensa simbolica: caffè e cornetto offerti dai bar aderenti all’iniziativa.
feb092026
feb092026
Ai sensi dell'art. 20 dello Statuto Comunale e dell'art. 29 del Regolamento del C.C., il Consiglio Comunale è convocato in seduta ordinaria di 1" convocazione per il giorno 10 febbraio 2026 alle ore 15:00 con continuazione e, occorrendo, in 2" convocazione .per il giorno 11 febbraio 2026 alle ore 15:30 con continuazione, presso la Sala Conferenze dell'ex Convento Santa Chiara -piano primo- Piazzetta Galluccio, per trattare i seguenti argomenti:
feb092026

Dal 07 febbraio 2026, sul sito web istituzionale e sui canali social della Scuola, racconteremo, tappa per tappa, la straordinaria ed emozionante esperienza di mobilità internazionale vissuta dai nostri ragazzi, prima destinazione BARCELLONA!
Dal 7 al 20 febbraio 2026, i primi 15 studenti (classi 5^ A SCO/SPORT, 5^ A SAS, 5^ A TI e 5^ A AFM), e i docenti accompagnatori Proff. Carlo Dimastrogiovanni e Michela Luceri, parteciperanno a uno Stage PCTO / STEM in Spagna a Barcellona, interamente finanziato con fondi PNRR e senza alcun costo per le famiglie.
IL PERCORSO
Partenza da Galatina in pullman dalla sede di Viale Don Bosco per Bari, poi volo ITA Airways per Barcellona via Roma; arrivo e sistemazione presso la Residenza "Yugo María Oliveras", a pochi minuti dalla scuola di lingua ospitante.
ATTIVITÀ FORMATIVE E CULTURALI
feb092026
La città di Galatina è città d’arte da tempo e in moltissimi angoli, dai più visibili ai meno noti. E l’arte presente in città riguarda tantissimi aspetti: dall’architettura alla pittura, dal patrimonio immateriale a quello storico e culturale… alla cartapesta.
Già, la cartapesta. In questi ultimi anni la nostra associazione ha portato avanti un progetto sulla riscoperta e valorizzazione della cartapesta leccese presente in città. E lo ha fatto attraverso il bando regionale Luoghi Comuni che ha permesso la realizzazione di corsi, di visite guidate, di realizzazione di presepi e di tantissimi altri momenti di approfondimento storico e culturale.
E trai momenti di approfondimento c’è stato un convegno di studi sulla statua della Madonna della Luce, sita nell’omonimo santuario, che è forse il pezzo più pregiato della cartapesta galatinese. Il convegno vide la presenza di esperi di storia locale come Giovanni Vincenti e di storici della cartapesta come Caterina Ragusa e Francesco Di Palo, autori tutti di diverse pubblicazioni sul tema. A loro abbiamo chiesto di donarci la relazione che hanno tenuto nel corso di quell’incontro e da questo lavoro è venuta fuori un libro che getta una luce nuova su quell’angolo di storia e di tradizione tutta galatinese che è la statua della Madonna della Luce, ma anche su quello che è il Santuario della Madonna della Luce.
E questo libro verrà presentato martedì 11 febbraio alle ore 18, presso la Sala Celestino Contaldo della Biblioteca Comunale Pietro Siciliani in Galatina, alla presenza di chi quel testo ha contribuito a realizzarlo, come detto, con le loro relazioni, ai curatori del progetto Incartheart, alla presenza dei curatori della pubblicazione e dell’associazione Futuramente stessa che la lavorato duramente a tutto il progetto. L’incontro sarà moderato dalla professoressa Alessandra De Paolis, docente del Liceo Vallone di Galatina.
Presente anche l’amministrazione comunale di Galatina, nella persona del sindaco Fabio Vergine, che è partner del progetto sin dall’inizio dello stesso e che ha contribuito alla buona realizzazione dello stesso attraverso la messa a disposizione per più di due anni dell’immobile di corso Porta Luce, al civico 2, che è stato la sede operativa del progetto per i due anni di finanziamento regionale.
feb092026
Utilizzare immagini di cieli e nuvole nel soffitto della sala TAC è una strategia di "distrazione terapeutica" estremamente efficace per ridurre l'ansia, la claustrofobia e lo stress nei pazienti. Trasformare un ambiente sterile in un'esperienza visiva rilassante può, inoltre, migliorare significativamente la percezione del dolore e la collaborazione del paziente durante l'esame.
Questa è la filosofia che ha ispirato l’ennesimo intervento de la “VIRTUS BASKET GALATINA” volto all’umanizzazione del nosocomio galatinese in generale e, in particolare, della U.O.S.V.D. (Unità Operativa Semplice a Valenza Dipartimentale) di Radiologia dell'Ospedale di Galatina.
Il progetto di umanizzazione dell'Ospedale di Galatina è a cura della A.S.D. Virtus Basket Galatina.
feb052026

Sabato 7 febbraio 2026, a partire dalle ore 16, Noha sarà l'ombelico del Salento. Anzi del mondo.
Noha.it
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