Di Antonio Mellone (del 13/06/2020 @ 09:11:13, in NohaBlog, linkato 710 volte)

Aspettando l’arrivo del mare in paese per via del suo, pare, inarrestabile innalzamento, a Noha da qualche anno ci accontentiamo – e non è cosa da poco - del suo sapore. Ce l’ha portato da un bel po’ (dopo che lu Giorgio, l’ambulante gallipolino con Ape 50 arancione, nel corso dei primi anni ’90 decise di tirare i remi in barca) il nostro Manuele Luceri, titolare, appunto, di “Sapore di Mare”.

Il ragazzo, 32 anni, figlio d’arte, una moglie, un delfino (nel senso di rampollo) di un anno, studi di Scienze ambientali all’UniSalento, è il patron di uno scorcio di mercato ittico ubicato al civico 23 di via Vittorio Veneto, che poi è il prolungamento della storica via Trisciolo, quella che, a senso unico, s’imbocca verso nord a partire da piazza San Michele. Ma a differenza di tutte le altre borse valori di fauna acquatica qui finalmente non ci sono le grida, e men che meno espressioni triviali che la letteratura attribuirebbe agli scaricatori del porto mentre la prassi a certi comizianti con velleità parlamentari, entrati tempo fa nell’urna e per fortuna ivi rimasti. Ma lasciando da parte la versione discount della politica, qui non verrete mica trattati a pesci in faccia, bensì con garbo, buona creanza, e ovviamente quando capita (o capìta) una battutina di spirito.

Io conobbi Manuele anni fa nel corso di un’edizione del Presepe Vivente di Noha, una delle prime presso la Masseria Colabaldi. Interpretava, guarda un po’, il ruolo del pescatore: il laghetto era finto, ma il pesce nel secchio vero. “È che a me questo lavoro piace proprio – dice -, è una passione, un impiego non un ripiego: non riuscirei a fare altro, né vorrei. E poi il mare, come fai a viverne senza?” [sottoscrivo, Manuele, soprattutto quando, calmo e placido, sembra dipinto da De Chirico. Ndr.].   

 
Di Redazione (del 11/06/2020 @ 23:13:52, in NohaBlog, linkato 959 volte)

E meno male che il 1920 fu l’anno della Influenza Spagnola definita “la più grande pandemia della storia dell’umanità”: sta di fatto che quella di allora e questa attualmente in corso, grazie al cielo, hanno fatto un baffo (anche) alla nostra Maria Antonietta, che proprio oggi ha spento le 100 candeline - sintetizzate in quell’unica grande cifra pari a “100”, che campeggia nella foto (ché cento candele reali infilzate sulla torta avrebbero rovinato lo strato superficiale di quell’ottimo dolce di compleanno, le sue decorazioni e la scritta “Auguri a te X i tuoi 100 anni”).

Antonietta (o meglio Tetta) è donna da sempre di poche parole, buona come il pane, lavoratrice instancabile, davvero affettuosa con tutti (mica soltanto con i famigliari), e sempre generosa. 

Tra i regali, la pergamena dell’atto di nascita e una targa ricordo, dono da parte dell'Amministrazione Comunale, consegnata dall’assessore Loredana Tundo. Quest’ultima sembra ormai avere la vocazione del “rider” (i novelli corrieri delle consegne a domicilio), sempre di corsa da un centenario all’altro made in Noha, per la consegna di codesti attestati.

 
Di Antonio Mellone (del 09/06/2020 @ 07:22:07, in NohaBlog, linkato 252 volte)

Stavolta non mi va di parlare del mio amico Antonio Antonaci, monsignore, professore universitario, scrittore, filosofo, giornalista e non so più cos’altro, citando quel libercolo che pubblicai in suo onore nel 2007.

Per chi proprio non riuscisse a farne a meno sappia che una delle sue copie si conserva nella biblioteca Pietro Siciliani di Galatina, con accluso lo strafalcione di un verbo impresso ormai nei secoli dei secoli a pagina 21. Potrei qui dire a mia discolpa che chi scrive e pubblica - nonostante ogni pagina passi sempre per un purgatorio di rifacimenti - si trova sovente a dover ingoiare, a stampa avvenuta, il rospo dei refusi, ma non mi crederebbe nessuno.

Ora, tenendo a bada la retorica (specialmente la preterizione: o, visto il contesto, la Prete Rizione), vorrei ricordare che Antonio Antonaci oggi compie 100 anni, ma non lo dimostra. E non lo dimostra non perché gli uffici dell’anagrafe galatinese del 1920 non fossero poi così fiscali, onde, come confermatomi da un uccellino, oggi 9 giugno 2020 il festeggiato ha qualche giorno in più del canonico secolo di vita, ma perché Antonio Antonaci è da considerarsi a tutti gli effetti un Classico: vale a dire uno che, essendosi dissetato alle fonti dell’elisir di lunga vita (i suoi funerali del 27 settembre 2011 sono soltanto un dettaglio di secondaria importanza), continua imperterrito, attraverso le sue opere, a fare quel che ha sempre fatto “prima”: vale a dire provare a insegnare agli altri l’immortalità.

 
Di Redazione (del 07/06/2020 @ 22:39:58, in NohaBlog, linkato 314 volte)

Tanti auguri, P. FRANCESCO D'ACQUARICA per i tuoi primi 85 anni di vita da parte dei tuoi "colleghi" della Redazione di Noha.it.

Continua a scrivere pagine di storia, arte e leggenda della tua e nostra Noha. Che Dio ti benedica.
 

La redazione

 
Di Redazione (del 03/06/2020 @ 21:23:24, in NohaBlog, linkato 627 volte)

Bravissima la nostra Arianna Gabrieli insignita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Cavaliere del Lavoro per la sua attività di ricerca.

Congratulazioni, dottoressa, e "ad maiora" da parte di tutti i nohani.

Come annunciato ieri a Codogno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto insignire dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli,  professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus. I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali.



 
Di Albino Campa (del 26/05/2020 @ 18:04:00, in NohaBlog, linkato 883 volte)

La comunità di Noha ormai è da Guinnes dei primati con i suoi bellissimi centenari, e proprio in piena emergenza pandemia: evidentemente i nostri nonni si guardano bene dal frequentare la movida, come si dice, “quando non è il momento”.

Oggi anzi ieri è stata la volta di nonna Santa che, con una fascia da Miss Secolo da fare invidia a quella tricolore dell’assessore, ha tagliato una buonissima torta con fiori, panna, ciliegie, e pasta di mandorle, più grande di lei, tenero scricciolo.

Il traguardo raggiunto dalla nostra Santa è stato celebrato, come si diceva, con l’intervento dell’Assessore Loredana Tundo, che, a nome dell’Amministrazione Comunale e quindi di tutta la popolazione, ha augurato alla novella centenaria nohana tutto il bene del mondo.

 
Di Albino Campa (del 20/05/2020 @ 18:13:33, in NohaBlog, linkato 1084 volte)

“Mangiare genuino, e soprattutto i prodotti delle nostre campagne” - così Pietrina Congedo commenta il traguardo dei 100 anni che festeggerà proprio oggi, mercoledì 20 maggio 2020. I familiari, visti i tempi che corrono, hanno organizzato per lei una piccola festa (pochi intimi, e pure a distanza) di “Buon Secolo”.

Pietrina nasce il 20 maggio 1920 a Cutrofiano nel Casale Vallone, da mamma Giuseppina Congedo e papà Francesco Congedo (il cognome uguale è dovuto al caso, ndr.). Lì ha vissuto la sua giovinezza con il fratello e le due sorelle.

Come è composta la tua famiglia, Pietrina?
Ho 5 figli e 9 nipoti.

Quali lavori hai svolto?
Ho lavorato prima nella fabbrica dei tabacchi, e poi nello stabilimento del Brandy Galluccio di Noha, dove mi occupavo però della produzione delle conserve. Ma non ho mai trascurato il lavoro nella nostra campagna. E poi non bisogna dimenticare il lavoro in casa, quello della casalinga, che forse è il più pesante di tutti.

Qual è il tuo hobby?
Fare l’uncinetto e il ricamo, ché non bisogna stare mai con le mani in mano.

Come trascorrevi la vita a Noha quando eri piccola?
Eh, quanti ricordi. Andavo alla scuola di ricamo della mescia Vata de le Curisce, e nel tempo libero, cioè di domenica, andavo a passeggiare sulla via di Aradeo con le mie amiche. Durante il periodo di carnevale ci divertivamo travestendoci de Masci poi, in gruppo, accompagnati da uno che conosceva la famiglia, andavamo a ballare nelle case che di volta in volta ci ospitavano. Ma queste cose non erano ben viste dai nostri genitori. Una volta tornai a casa con un po’ in ritardo, non ti dico: mia mamma mi stava aspettando con una Sarmenta in mano.

Qual è  un altro segreto per una lunga vita (oltre a mangiare sano)?

 
Di Marcello D'Acquarica (del 19/05/2020 @ 13:31:49, in NohaBlog, linkato 344 volte)

“Qui muoiono come mosche e vedono morire i loro figli, eppure cercano una “sistemazione” all’Ilva o all’Eni o alla Cementir anche per loro. E’ la dannazione di questa terra: il non pensare al futuro”. (Marta Vignola, La Fabbrica, Meltemi, Azzate -VA; 2018,  pag. 187).

Taranto dista in linea d’aria da Galatina e frazioni circa 80 km, le polveri dell’acciaieria, che trasportano la diossina, coprono un raggio di circa 300 km.

La storia si ripete ma l’evoluzione cambia stato d’essere. “Antropocene” è il termine che indica l'epoca geologica attuale, nella quale all'essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche (cfr. - Wikipedia).

A proposito di Antropocene, il confronto fra il nostro territorio con il dramma dei tarantini può essere giusto e previdente. A Taranto nel 2008 furono uccise tutte le pecore contaminate dalla diossina: invece di curare le cause, si procedette al palliativo della polvere sotto il tappeto.

La mattanza degli ulivi secolari in corso d’opera, mutatis mutandis, fa il paio con l’abbattimento delle pecore tarantine: non si corre mica ai ripari, non si va alle cause del loro disseccamento, si cerca invece di occultarne in qualche modo gli effetti più immediatamente visibili.

L'inquinamento racchiude tutte le mattanze, compresa quella che ci costringe a non lavorare più liberamente per non essere contagiati dal Coronavirus. Ma difficilmente andiamo alla ricerca delle sue cause: al più evidenziamo disgusto, disappunto ecco, per le sue manifestazioni più immediate, ma mai a chiederci qual è il peccato originale di tanta devastazione. Insomma finiamo per occuparci sempre del dopo, e mai di preoccuparci del “prima”.

 
Di Marcello D'Acquarica (del 07/05/2020 @ 21:28:27, in NohaBlog, linkato 444 volte)

Conviene metterla sul personale, o comunque sullo specifico, sennò rischiamo di parlare sempre di aria fritta o di niente. E la colpa è sempre di nessuno.

Il sottoscritto, come tantissimi altri, e anche tanti vostri figli che sono costretti a fare la stessa cosa tutt’oggi, se ne andò via da qui per lavoro, portandosi dietro uno stato d'animo stra convinto che questo nostro paese (Noha e dintorni) fosse un paradiso di sole, con il mare straordinario a due passi, di campi verdi, e di tante cose buone, aria compresa, tutte bellezze introvabili altrove.

Poi, alla fine di una lunga vita di sacrifici, al ritorno definitivo, diciamo pure che qualcosina di quel che c'era nello stato d'animo d'allora, non ci sta più. Svanito. E va be'.... Uno pensa che sia colpa del famigerato progresso, ed è il prezzo da pagare per cotanto benessere.

Sfioriamo l'ossimoro (per non dire il ridicolo) con 'sto benedetto "scotto" da pagare per avere in cambio “cotanto benessere”.

E ci mancava pure la quarantena a tempo indeterminato, e tanti morti innocenti, giusto per ottimizzare lo “scotto”.

 

"Salviamo gli Ulivi Secolari"...

Categorie News


Catalogati per mese:


Gli interventi più cliccati

Sondaggi


Info


Quanti siamo

Ci sono  persone collegate

Seguici sui Canali di

facebook Twitter YouTube Google Buzz

NOHINONDAZIONI

Calendario

< luglio 2020 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
   
             

Meteo

Previsioni del Tempo