Di Redazione (del 22/09/2020 @ 07:58:34, in NohaBlog, linkato 258 volte)

Comune di GALATINA

Scrutini - Elezioni Regionali 2020

 

Elettori: 23.816 | Dato aggiornato al: 22/09/2020 - 01:08

 

fonte:Eligendo

 

Elettori: 21.781 

Votanti: 13.047 (59,91%) 

Schede nulle: 81 

Schede bianche: 169 

Schede contestate: 0

Dato aggiornato al: 21/09/2020 - 19:21

 

Elenco Elettori e Votanti per Sezione

 
Di Fabrizio Vincenti (del 13/09/2020 @ 15:47:45, in NohaBlog, linkato 701 volte)

A chi ha avuto modo di leggere comunicazione di S.E.R. Mons. Donato Negro, Arcivescovo di Otranto, con la quale rende pubbliche le nuove nomine riguardanti il Clero, non sarà sfuggito che lì, in fondo alla lista, compare un altro nome a noi noto, oltre a quello di don Emanuele Vincenti: don Luigi D’Amato. Anche lui non solo un nome, ma anzitutto un volto.

È lì in fondo non per ordine di importanza ma per età anagrafica. Don Luigi, infatti, è giovanissimo: è nato il 09 gennaio 1992 ed è stato ordinato sacerdote lo scorso anno, il 28 giugno 2019. Chi lo conosce però sa che, nonostante il fisico esile e la sua invidiabile capacità di mantenere un basso profilo, don Luigi D’Amato è un vero e proprio gigante.

Dopo aver passato il tempo successivo alla sua ordinazione presbiterale in Seminario, l’Arcivescovo lo ha voluto ancora lì, per ricoprire l’incarico di vice-rettore. Non solo: accanto a quella comunità che, seppur piccolissima, è di vitale importanza per la nostra chiesa locale, se n’è aggiunta un'altra. Mons. Donato Negro, infatti, il 12 settembre 2020 lo ha nominato anche vicario parrocchiale della Parrocchia “Santa Maria Maddalena” di Uggiano la Chiesa.

 
Di Marcello D'Acquarica (del 13/09/2020 @ 15:32:24, in NohaBlog, linkato 162 volte)

In questi ultimi mesi di "vita permanente a Noha" ho compreso meglio un paio di cose che ritengo importanti. Parliamo di cultura, di educazione civica, ma soprattutto di beni culturali e, ahimè, di sporcizia. In una parola sola: degrado.

Credo che se Galatina non avesse la basilica di Santa Caterina, forse non sarebbe un Comune fuori dal comune, sarebbe come tanti altri, tipo: Seclì, Collepasso, Andrano, ecc. Tutti bellissimi centri del Salento, senza nulla togliere, ma vogliamo mettere la  cultura e la storia grandiosa che riguarda Galatina? Si preferisce invece tenere viva l'attenzione sulla mondanità giornaliera, quella ardente della passione consumistica, frivola e qualunquista. Per cui tolta la Basilica (che sta rischiando, anch’essa, di diventare merce di scambio), conviene chiudere gli occhi già solo entrando in città provenendo da Lecce: il passaggio a livello è sempre lo stesso da almeno settant'anni. Evito volutamente di entrare nel merito di un’eventuale ulteriore devastazione cui si è pure fatto cenno di recente, a proposito di improbabili sottopassaggi. Per non parlare, poi, di quell'altro fantasioso progetto (speriamo abortito) di un mega parcheggio sotterraneo nelle adiacenze di corso porta Luce. Cose dell'altro mondo, si direbbe, se non che l’altro mondo sembra essere proprio questo.

 
Di Fabrizio Vincenti (del 13/09/2020 @ 15:30:01, in NohaBlog, linkato 2339 volte)

Don Emanuele Vincenti è il nuovo Parroco della chiesa matrice di Cutrofiano.

Il nostro don Emanuele, nato il 19 aprile 1975, è stato ordinato presbitero il 6 ottobre 2007.

Ci permettiamo l’aggettivo possessivo nostro perché lo sentiamo come parte viva della nostra storia, e riteniamo che sia un vanto essere da lui “rappresentati” in giro per la diocesi poiché ognuno, inevitabilmente, trasmette sempre l’identità della sua gente. Insomma, dove c’è don Emanuele c’è sempre anche tutta Noha insieme con lui.

Dopo un periodo da vice-parroco nella Parrocchia “Maria Ss. Immacolata” di Otranto e dopo nove anni dalla nomina a parroco della Parrocchia “Maria Ss.ma Assunta” di Sanarica, un paese di circa 1.400 abitanti, l’Arcivescovo di Otranto, S.E.R. Mons. Donato Negro, il 12 settembre 2020 lo ha nominato Parroco della Parrocchia “S. Maria della Neve” di Cutrofiano che, da sola, conta circa 5.600 anime in un paese di più di novemila abitanti. Insomma, da una parrocchia dedicata a Maria, ad un’altra sempre dedicata alla Madre di Dio. Don Emanuele è stato sempre devoto della Vergine Madre di Dio e, a quanto pare, sembra che Lei si sia affezionata a lui tanto da volerlo ancora in una chiesa a Lei intitolata.

Il Signore disse ad Abram: ‘Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre verso la terra che io ti indicherò”. Inizia così la chiamata di Abramo da parte di Dio. E dopo un bel po’ di anni dalla sua partenza, quando ormai suo figlio Isacco era già ragazzo e Abramo pensava di essere ormai troppo adulto per l’ennesimo viaggio, ancora per una volta e ancora per una prova, Dio lo chiama per qualcosa di più arduo: “Abramo, vai verso il monte che io ti indicherò”, e dopo aver camminato molto “il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e vide da lontano il luogo” che Dio gli aveva indicato.

 
Di Fabrizio Vincenti (del 04/09/2020 @ 08:33:06, in NohaBlog, linkato 319 volte)

Tutto d’un tratto la storia cambia direzione, come uno sciame d’api in mezzo a un campo. È difficile coglierla sul fatto”. Così scriveva André Frossard in un suo libro che diedi in prestito e che da allora non è mai più tornato indietro. Aveva un nemico pubblico quel libro: il comunismo. State lontani da tutto ciò che termina in – ismo: fascismo, socialismo, razzismo. Gli – ismi uccidono spesso il corpo, quasi sempre lo spirito. Non sono leggende del passato: guardatevi intorno, sono tornati!

La storia ha cambiato direzione, o meglio, qualcuno ha voluto che la cambiasse ancora una volta, ma sempre in peggio. Siamo già in una new age fascista, solo che non ve ne siete accorti e io non capisco ancora cosa vi occorra per farlo. Poiché se pensate che fino a quando qualcuno non bussa alla vostra porta con il fucile in mano non si può parlare di fascismo, allora sappiate che state commettendo un errore di valutazione colossale. Siete in pericolo, tutti! Potrete anche salvarvi la pelle, ma lo spirito signori miei quello no! Ve lo hanno già internato in un campo a marcire. Tutto comincia quando nessuno è più libero di pensare, ma tutti devono obbedire. C’è qualcuno che oggi pensa di esere libero di pensare e di esprimersi? No, assolutamente no. Infatti, o si pensa e ci si esprimi secondo “il partito” oppure sei bollato. Come una fake news. Questa è la nuova espressione, coniata dal regime. Invertendo i fattori, hanno addirittura scomodato un termine che solo a sentirlo crea tremore: negazionisti. Era stato utilizzato per definire quelli che negano l’esistenza dei campi di concentramento. Oggi lo utilizzano per marchiare chi solo osa dire qualcosa contro il partito. Ci siete ricascati, e non ve ne siete accorti.

Non puoi manifestare, non puoi avvicinarti a qualcuno, devi sempre avere paura dell’altro in modo che tutti possano avere paura di te. Hanno sospeso tutto, le cure, le visite mediche, addirittura la scuola. Hanno estirpato col sorrisetto la filosofia dalle aule in modo che nessuno scopra quanto è bello e interessante e vitale pensare, e l’hanno sostituita con i banchi con le rotelle. I banchi con le rotelle! Neanche Benito aveva avuto una fantasia simile. Non puoi muoverti, non puoi viaggiare, non puoi restare, non puoi lavorare, non puoi parlare, non puoi neppure fare le smorfie dietro la tua mascherina. Tu non puoi e basta, e ti ostini a ridere davanti a chi ti mette in guardia dal regime? Fra qualche giorno per muoverti dovrai avere un passaporto vaccinale. Saranno loro a dirti che cosa devi iniettarti e dove puoi andare.

 
Di Redazione (del 09/08/2020 @ 21:46:30, in NohaBlog, linkato 255 volte)

Il mercatino del lunedì di Noha in via Michelangelo non va in vacanza. È aperto dalle 7.30 (ma pure prima) fino all’ora di pranzo. Se invece avete voglia di assembramenti, file per i parcheggi, illusione di promozioni, e pubblicità che vi fa acquistare anche quello che non vi serve, accomodatevi altrove.

 
Di Antonio Mellone (del 13/06/2020 @ 09:11:13, in NohaBlog, linkato 922 volte)

Aspettando l’arrivo del mare in paese per via del suo, pare, inarrestabile innalzamento, a Noha da qualche anno ci accontentiamo – e non è cosa da poco - del suo sapore. Ce l’ha portato da un bel po’ (dopo che lu Giorgio, l’ambulante gallipolino con Ape 50 arancione, nel corso dei primi anni ’90 decise di tirare i remi in barca) il nostro Manuele Luceri, titolare, appunto, di “Sapore di Mare”.

Il ragazzo, 32 anni, figlio d’arte, una moglie, un delfino (nel senso di rampollo) di un anno, studi di Scienze ambientali all’UniSalento, è il patron di uno scorcio di mercato ittico ubicato al civico 23 di via Vittorio Veneto, che poi è il prolungamento della storica via Trisciolo, quella che, a senso unico, s’imbocca verso nord a partire da piazza San Michele. Ma a differenza di tutte le altre borse valori di fauna acquatica qui finalmente non ci sono le grida, e men che meno espressioni triviali che la letteratura attribuirebbe agli scaricatori del porto mentre la prassi a certi comizianti con velleità parlamentari, entrati tempo fa nell’urna e per fortuna ivi rimasti. Ma lasciando da parte la versione discount della politica, qui non verrete mica trattati a pesci in faccia, bensì con garbo, buona creanza, e ovviamente quando capita (o capìta) una battutina di spirito.

Io conobbi Manuele anni fa nel corso di un’edizione del Presepe Vivente di Noha, una delle prime presso la Masseria Colabaldi. Interpretava, guarda un po’, il ruolo del pescatore: il laghetto era finto, ma il pesce nel secchio vero. “È che a me questo lavoro piace proprio – dice -, è una passione, un impiego non un ripiego: non riuscirei a fare altro, né vorrei. E poi il mare, come fai a viverne senza?” [sottoscrivo, Manuele, soprattutto quando, calmo e placido, sembra dipinto da De Chirico. Ndr.].   

 
Di Redazione (del 11/06/2020 @ 23:13:52, in NohaBlog, linkato 1109 volte)

E meno male che il 1920 fu l’anno della Influenza Spagnola definita “la più grande pandemia della storia dell’umanità”: sta di fatto che quella di allora e questa attualmente in corso, grazie al cielo, hanno fatto un baffo (anche) alla nostra Maria Antonietta, che proprio oggi ha spento le 100 candeline - sintetizzate in quell’unica grande cifra pari a “100”, che campeggia nella foto (ché cento candele reali infilzate sulla torta avrebbero rovinato lo strato superficiale di quell’ottimo dolce di compleanno, le sue decorazioni e la scritta “Auguri a te X i tuoi 100 anni”).

Antonietta (o meglio Tetta) è donna da sempre di poche parole, buona come il pane, lavoratrice instancabile, davvero affettuosa con tutti (mica soltanto con i famigliari), e sempre generosa. 

Tra i regali, la pergamena dell’atto di nascita e una targa ricordo, dono da parte dell'Amministrazione Comunale, consegnata dall’assessore Loredana Tundo. Quest’ultima sembra ormai avere la vocazione del “rider” (i novelli corrieri delle consegne a domicilio), sempre di corsa da un centenario all’altro made in Noha, per la consegna di codesti attestati.

 

"Salviamo gli Ulivi Secolari"...

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