Di Antonio Mellone (del 04/11/2026 @ 00:00:00, in Comunicato Stampa, linkato 2 volte)

A Noha ci siamo messi in testa una cosa: le notizie di cronaca nera non devono più avere la meglio; al contrario sarebbe ora che la comunità iniziasse una buona volta a intonare il De Profundis nei confronti di certe derive.

Per far questo, non servono le camionette della polizia o l’esercito in piazza, ma la ricerca continua del dialogo, e viepiù del senso dell’esistenza, individuale e comunitaria (che non è sempre mera immanenza: anzi!), e di altre cosette da nulla tipo la cultura locale da non considerare mai più di serie B e l’arte che trova espressione nella musica, nel canto, nella letteratura, nel teatro, nelle manifestazioni visive: robette che sono oggetto di studio delle discipline umanistiche e, giacché ci siamo, pure scientifiche.

Tra le opere che in sol colpo contemplano tutto questo c’è la grande Messa da Requiem di Antonio Papa che avrà luogo mercoledì 4 novembre 2026 nella chiesa madre di San Michele Arcangelo alle 18:30.

L’appuntamento vedrà quali protagonisti lo stesso compositore Antonio Papa che siederà al Continiello, potente organo a canne della chiesa madre nohana, l’Ensemble “Le Armoniche Stravaganze”, con Angela Cosi all’arpa, Marco Corsano all’oboe e Simone Madaro alla tromba, ben quattro cori capaci di riflettere insieme l’armonia celeste (la Schola Cantorum francescana e la Schola Cantorum S. Domenica, entrambe di Scorrano, la Schola Cantorum Maria SS. Assunta di Surano e la Schola Cantorum Pier Giorgio Frassati di Cursi) e i due interpreti solisti, vale a dire lo splendido mezzosoprano Serena Scarinzi e il baritono Carlo Provenzano. Il tutto diretto da Mesciu Francesco Scarcella.   

Se poi, come in questo caso, oltre a seppellire una buona volta cronache e vergogne del “natìo borgo selvaggio” si riuscisse anche a scrivere un’altra pagina di storia edificante, arte mirabile e leggenda affascinante (come invero numerose ne furono scritte a suo tempo), avremo dimostrato che a Noha e dintorni le “robette” sanno ancora fare miracoli.

Antonio Mellone

 

 
 
Di Redazione (del 03/11/2026 @ 23:26:14, in Comunicato Stampa, linkato 25 volte)

Elisa Carlino, in arte Lysa, a soli 15 anni raggiunge un traguardo prestigioso: tra circa 30.000 partecipanti, è una dei 650 artisti selezionati per le finali nazionali del TMF – Tour Music Fest.

Galatina continua a distinguersi attraverso il talento, la passione e i sogni dei suoi giovani. Questa volta a portare in alto il nome della nostra città è Elisa Carlino, in arte Lysa, una giovanissima cantante galatinese che, a soli 15 anni, ha già conquistato un risultato straordinario nel panorama musicale emergente.

La musica accompagna Elisa fin dall’infanzia. Ha iniziato a cantare all’età di 8 anni e da allora non ha mai smesso di coltivare la sua passione. Oggi, oltre al canto, studia pianoforte e si dedica alla scrittura di testi, poesie e canzoni, costruendo passo dopo passo una propria identità artistica.

Il traguardo più importante raggiunto finora è la qualificazione alla finale nazionale del TMF – Tour Music Fest, il più grande festival europeo dedicato alla musica emergente, nato nel 2007 e capace di coinvolgere migliaia di artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Quest’anno, su circa 30.000 partecipanti, soltanto 650 artisti hanno conquistato un posto alle finali nazionali, in programma a San Marino dal 21 al 29 novembre.

Un risultato che rappresenta un riconoscimento significativo del talento, della dedizione e del lavoro svolto da Elisa, che avrà l’opportunità di confrontarsi con altri giovani artisti, incontrare professionisti del settore e vivere un’esperienza di grande valore umano e musicale.

Tra i suoi progetti artistici spicca anche “Vampire – Italian Cover con barre”, una reinterpretazione del celebre brano di Olivia Rodrigo, nella quale Elisa ha scritto strofe in italiano mantenendo il ritornello originale in inglese. Il videoclip, realizzato proprio a Galatina, racconta anche il profondo legame della giovane artista con la sua città.

 

Di Redazione (del 03/11/2026 @ 23:20:47, in Comunicato Stampa, linkato 23 volte)

E’ stata una serata andata malissimo (quasi horror) per Olimpia Sbv Galatina, dove c’è stato nulla da salvare. Senza infierire, ma volendo cogliere un po' d’ironia attuale, diremmo che è stata una serata in stile Halloween con la metafora sportiva che indica una prova opaca e ricca di errori. Volendo esorcizzare questo risultato deludente, però, basta affidarsi al significato della festa celtica chiamata in causa, che celebra il passaggio verso una nuova rinascita…. attesa da tutti.

Abbandonando queste sfumature antropologiche rimane l’oggettività di una partita sconcertante con una squadra senza nerbo, svuotata di energie e con una condizione fisica inesistente.

Il 2-9 maturato in avvio di prima frazione è stato premonitore di un crollo che ha assunto punteggi mortificanti: 8-17 ,13-21 ed un colpo di coda finale meno degradante che ha assegnato la vittoria del set (19-25) agli ospiti.

Lo scoramento è stato palese nella formazione locale, al pari di uno scollamento tra i reparti, con ricezioni negative, servizi comodi che non intaccavano i ricettori avversari e muri disorientati che hanno caratterizzato una seconda frazione ancora più avvilente. Il punteggio è scivolato impietoso dopo un punto a punto iniziale (4-4), incrementato dagli attacchi ficcanti degli ospiti (4-9, 6-11 ,8-16) fino al 14-25 per un 0-2 ineccepibile dei ragazzi di mister Stomeo. Il copione nell’ultimo set non si è discostato dai precedenti esprimendo un delta nel punteggio in oscillazione tra un -4 ed un -6 fino al 17-25 con cui si è chiusa la frazione (17-25) e la gara con un netto 0-3.

Ciò che emerge dalle ultime due ultime prestazioni conferma i dubbi emersi nella gara, sia pur vittoriosa, contro Fasano, di una squadra dal peso specifico leggero, poco incisiva nel determinare il risultato.

Fino ad ora è apparso evidente che:

  • il gruppo è privo di un leader in campo capace nei momenti negativi in cui la squadra è bloccata dalla frustrazione, dall'ansia o dalla rassegnazione, di resettare emotivamente il gruppo per spezzare il ritmo negativo
  • i "trascinatori" capaci di fare la differenza nei momenti decisivi sono poco sintonizzati e con un valore tecnico ancora inespresso (Chaban) o ancora in fase di graduale recupero sotto l’aspetto psico-fisico (De Lorentis), nonostante Persichino sia stato il solo a tenere sotto pressione la prima linea ospite.
  • alcuni fondamentali (ricezione in testa) necessitano di percentuali di efficienza più solide, nonostante la fase muro -difesa soprattutto sugli attacchi di Sansò sia stata accettabile nel contenere l’opposto ospite, meno efficace nell’opporsi ai colpi del mancino D’Amato.

 

Di Antonio Mellone (del 02/11/2026 @ 20:28:19, in NohaBlog, linkato 190 volte)

È stato alquanto difficile ma non impossibile: tanto che alla fine, di concerto con un bel po’ di uomini e donne di buona volontà, ce l’abbiamo fatta. Sì, va bene, c’è anche il mio zampino in tutto questo, oltre ovviamente a quello del parroco don Francesco Coluccia (che non per nulla bazzica il palazzo apostolico nel ruolo di Consultore di uno dei più importanti dicasteri vaticani). Insieme a noi un sacco di amici che si sono impegnati per dar vita a codesta solenne “missa papalis cantata”, che, mese di novembre ineunte, sarà a tutti gli effetti una Messa da Requiem. Non posso nominare l’intero monumentale cast artistico di quest’avventura, altrimenti non la finirei più. Qui mi limito a citare i ben quattro cori che l’animeranno, vale a dire le due Scholae Cantorum di Scorrano e quelle di Surano e Cursi, l’Ensemble “Le Armoniche Stravaganze” (con Angela Cosi all’arpa, Marco Corsano all’oboe e Simone Madaro alla tromba), e ancora il mezzosoprano Serena Scarinzi e il baritono Carlo Provenzano, tutti diretti dal M° Francesco Scarcella. Stavo quasi per scordarne il protagonista assoluto: Mesciu Antonio Papa che non solo è l’autore di questo incredibile Requiem, ma, per l’occasione, sarà anche uno degli esecutori della sua opera magna, sedendo al Continiello, il potente organo a canne nohano.

La Messa da Requiem di Antonio Papa avrà luogo a Noha nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, mercoledì 4 novembre 2026 alle ore 18:30. L’ingresso è ovviamente libero.  

Quasi tutti avranno certamente visto un Papa celebrare la messa, ma mai un Papa suonare l’organo al suo stesso Requiem. Cose che succedono soltanto qui da noi.

Quando si dice che tutte le strade portano a Noha.

Antonio Mellone

 

Nel 2022, durante la campagna elettorale, Fabio Vergine prometteva che se fosse diventato Sindaco il Comune si sarebbe trasformato in un Palazzo di cristallo, nel quale ogni cittadino avrebbe dovuto sentirsi a casa.
Era un’immagine forte: trasparenza, accoglienza, prossimità tra l’Amministrazione e la comunità.

Vergine è effettivamente diventato Sindaco e, a distanza di quasi cinque anni, quella promessa appare ormai lontana. Oggi si accede - anzi, meglio dire non si accede - a Palazzo Civico se non attraverso un “filtro” poco rispettoso dei cittadini.
E negli ultimi tempi è ben visibile un cartello: “Ingresso consentito solo su appuntamento”, con la parola “solo” sottolineata in nero e “appuntamento” evidenziata in rosso.

Il palazzo di cristallo è sparito.
È rimasta la cruda realtà di un’amministrazione chiusa e restia a ricevere i cittadini con le loro esigenze.
Una Pubblica Amministrazione non è soltanto un luogo dove si svolgono pratiche: è il punto di riferimento della comunità.
Il Palazzo comunale deve essere percepito come una casa aperta, nella quale il cittadino si sente benvenuto, ascoltato e considerato.

Un cartello, da solo, non definisce la qualità di un’amministrazione. Però comunica un atteggiamento.
E quando l’accento cade su “solo” e “appuntamento”, con evidenze che sembrano più un divieto che un’indicazione, il segnale che si trasmette è quello di una Casa comunale sempre meno accessibile.
La “casa di cristallo” non si costruisce con divieti evidenziati in rosso. Si costruisce con trasparenza, disponibilità, chiarezza nelle procedure e attenzione reale verso chi si rivolge agli uffici comunali.

Chi si reca in Comune spesso lo fa perché ha un bisogno concreto: un documento, un’informazione, un problema da risolvere, una pratica da seguire. Non è un intruso. Non è un numero. È un cittadino che ha diritto a un servizio pubblico efficiente, chiaro e accogliente.

 

Durante l’ultimo Consiglio comunale, dedicato al Documento Unico di Programmazione, ho sollevato una domanda semplice e doverosa: perché le risorse destinate agli interventi dei servizi sociali siano passate da 18 a 8 milioni di euro e se l’Amministrazione intenda garantire gli stessi servizi o procedere a una loro riduzione?
Non era un attacco. Era un controllo. Era il compito di una consigliera di minoranza chiedere conto di una scelta che riguarda famiglie, minori, anziani e persone fragili.
Eppure, quella domanda è diventata il pretesto per una nuova scenetta: una consigliera di maggioranza ha sostenuto che noi, consiglieri di minoranza, “facciamo perdere tempo”, che allunghiamo inutilmente i Consigli con interventi, interrogazioni e richieste di delucidazioni.
Come se chiedere spiegazioni su un atto che impegna la comunità fosse un inconveniente.
Come se il Consiglio comunale dovesse durare il meno possibile, invece di durare quanto basta per decidere con consapevolezza.
Chi entra in Consiglio comunale con l’idea che il dissenso sia un fastidio dimostra di non aver compreso il senso delle istituzioni.
Il consigliere di minoranza non è un ospite tollerato in aula. È un rappresentante eletto dai cittadini, con il diritto e il dovere di controllare, chiedere, criticare e proporre. Le interrogazioni, gli interventi e le richieste di chiarimento non sono perdite di tempo: sono strumenti di trasparenza e di democrazia.
Un Consiglio che dura cinque o sei ore non è necessariamente un Consiglio inefficiente. Può essere, semplicemente, un Consiglio che lavora.
Al contrario, un’aula che vuole concludere in pochi minuti, considerando una domanda un “tempo perso”, rischia di trasformarsi in una formalità senza sostanza.
La maggioranza ha il diritto di governare. Non ha il diritto di ridurre il dibattito a un disturbo.
Ciò che preoccupa non è il conflitto politico. Il conflitto è normale, anzi necessario. Preoccupa il modo in cui sempre più spesso viene condotto: provocazioni, toni aggressivi, interruzioni, sarcasmo, sminuire l’interlocutore invece di rispondergli.
E non si tratta solo di una consigliera. Purtroppo questo clima coinvolge più esponenti della maggioranza, e non risparmia lo stesso Sindaco, che troppo spesso sceglie la provocazione politica invece della correttezza istituzionale.
Quando il confronto si riduce a un teatrino, non si difende la propria maggioranza: si svaluta il Consiglio e, con esso, la democrazia locale.
La forza politica non si dimostra alzando la voce o ridicolizzando chi pensa diversamente. Si dimostra rispondendo con argomenti, assumendosi le responsabilità delle proprie scelte e rispettando il ruolo di chi rappresenta altri cittadini.
 

Questa mattina il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità due punti fondamentali e strategici per il nostro territorio che riguardano la tutela dell’ambiente e la transizione ecologica.
Quando si parla di questi temi e del mondo che vogliamo consegnare alle generazioni future, fa piacere constatare come le divisioni lascino spazio ad una visione comune e responsabile. L'unanimità ottenuta oggi dimostra che la tutela della nostra terra, del nostro paesaggio e lo sviluppo sostenibile sono beni primari che uniscono l'intera comunità e le sue istituzioni.
La prima delibera votata all’unanimità riguarda l'adesione del Comune di Galatina al Patto Territoriale Locale per la “Foresta Civica del Centro Salento”. 
Insieme ai comuni di Sogliano Cavour, Cutrofiano, Corigliano d'Otranto ed alla Provincia di Lecce uniamo le forze per tutelare, salvaguardare e promuovere la biodiversità, il patrimonio arboreo, il paesaggio e la valorizzazione di tutta l’area che parte dal Parco della Poesia (la nota pineta di Sogliano) e si estende e confina anche con i territori degli altri comuni protagonisti di questo percorso. Attraverso questo Patto condivideremo strategie, cartografie e obiettivi per proteggere questo polmone verde da incendi e disboscamento, valorizzandolo e promuovendo iniziative volta alla sua tutela e valorizzazione.
Ma c'è di più. Oggi abbiamo segnato un altro momento storico con l'approvazione, sempre all'unanimità, della costituzione della Comunità Energetica Rinnovabile (CER) di Galatina che renderà concreto uno degli obiettivi principali del programma elettorale della nostra amministrazione. 

 

Di Redazione (del 28/10/2026 @ 19:21:03, in Comunicato Stampa, linkato 162 volte)

Si è svolto oggi, 28 ottobre, presso il Teatro Cavallino Bianco di Galatina, l’incontro dedicato ai temi della legalità e della sicurezza, promosso nell’ambito del progetto “Sicurezza e legalità: percorsi di educazione civica per gli studenti delle scuole di Galatina”, sostenuto da CISL Lecce e SIULP Lecce.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di crescita e sensibilizzazione, offrendo spunti di riflessione sul valore delle regole, sul rispetto dei diritti e dei doveri e sulla responsabilità individuale nella costruzione di una convivenza civile e democratica.

A condurre e presentare l’intero evento è stato Emilio Faivre, direttore responsabile di LeccePrima, che ha accompagnato i diversi momenti dell’incontro, dando voce ai protagonisti, introducendo gli interventi e guidando il confronto sui temi della legalità e della sicurezza.

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Guendalina Federico, Vice Prefetto di Lecce; Fabio Vergine, Sindaco di Galatina; Ada Chirizzi, Segretario generale CISL Lecce; e Mirko Bray, Segretario provinciale SIULP Lecce. Sono seguiti gli interventi di Andrea Toraldo, Vice Questore della Polizia di Stato, e Silvia Miglietta, Assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia. 

Nel corso dell’evento, intermezzi musicali, eseguiti dall'orchestra degli studenti frequentanti i percorsi a indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo Polo 1 di Galatina, hanno accompagnato i diversi momenti della giornata, arricchendone il significato e favorendo la riflessione sui temi affrontati. Particolarmente significativa è stata la testimonianza di Alessandro Carluccio, figlio di una vittima del dovere, che ha offerto un’importante occasione per riflettere sul valore della memoria, del senso del dovere e dell’impegno di quanti operano al servizio della collettività.

Uno dei momenti centrali è stato il dialogo con Ludovico Vaccaro, Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Lecce, che ha permesso ai ragazzi di confrontarsi direttamente con una figura istituzionale di primo piano sui temi della giustizia e della legalità.

L’Istituto Comprensivo Polo 1 di Galatina ha partecipato all’appuntamento con tutte le classi terze di scuola secondaria di I grado, trasformando l’esperienza in un momento condiviso di formazione e confronto. La giornata ha consentito ai ragazzi di approfondire questioni di grande attualità e di entrare in contatto con le istituzioni e con quanti operano quotidianamente per la tutela della legalità.

Particolare rilievo è stato riservato alla partecipazione attiva: alcuni alunni hanno esposto le proprie aspettative rispetto al percorso formativo, dando voce agli interessi e alle riflessioni dei giovani, mentre altri hanno rivolto alcune domande al Procuratore generale Vaccaro, favorendo un momento di dialogo diretto e approfondimento. La scuola ha così valorizzato il ruolo delle nuove generazioni, promuovendo occasioni concrete di partecipazione e cittadinanza attiva.

 

Di Marcello D'Acquarica (del 28/10/2026 @ 08:22:04, in NoiAmbiente, linkato 343 volte)

Monitorare le emissioni che possono essere causa di inquinamento, ammesso che il monitoraggio venga fatto con efficacia, non vuol dire considerare gli accumuli che si creano negli anni e che possono essere causa di rischio tossicologico. Nel Verbale del Tavolo Tecnico per la VIS di Colacem del 28.01.2026, reperibile in rete, il dr. Sergio Mangia scrive: “…la valutazione tossicologica risulta basata sulla sola esposizione per inalazione e non considera gli effetti dell’esposizione cronica di sostanze bioaccumulabili, come i composti organici clorurati e i metalli, dal momento che il bioaccumulo avviene in seguito ad ingestione di alimenti contaminati e non per inalazione”.

Nel 1934 a Galatina venne realizzato l’aeroporto militare. Per quella grande opera furono sacrificati 226 ettari di terra fertile (e ci sta, non si può mica pensare di non avere un aeroporto militare a qualche chilometro dal centro della città). Certo, qualche effetto collaterale c’è tutto: ma che vuoi che sia un po’ di veleno nell’aria e nell’ambiente circostante, e qualche decibel di troppo di notte e di giorno. Dobbiamo difenderci eh: noi e l’intera Nazione.

Sempre in nome del "progresso”, nel 1953 a Galatina nasceva il primo e unico cementificio di tutta la provincia, che dopo qualche anno diventa uno tra i maggiori d’Europa, anche questo fuoriporta, ma non più di tanto, un paio di chilometri dalle piazze di Galatina, ma molto meno da quelle di Sogliano e Soleto. Altro grande vanto per la città. Dal sacrificio nasce una realtà occupazionale importante, i rischi per la salute però pure ci sono. Dopo sette decenni di attività, salvo errori e omissioni, risulterebbero circa 70 posti di lavoro, che possono al massimo diventare cento/duecento, considerando l’indotto. Che vuoi che sia il fatto che nel raggio dei 16 comuni (140.000 abitanti) coinvolti in una ricerca scientifica (il Cluster dei Tumori) si evidenzi un’impennata dei tumori. Bisogna conviverci: e allora a Taranto?

Nel frattempo la temperatura dell’acqua della pentola nella quale siamo immersi fino al collo aumenta, ma la rana (o il rospo da ingoiare) non se ne accorge.

Ma andiamo avanti. Ai due "sacrifici" precedenti, agli inizi degli anni '70 si aggiunge la Zona Industriale Galatina/Soleto, a pochissime centinaia di metri dall'abitato con tanto di fonderia, zincheria, calcificio, bitumificio e - scrive Arpa in un verbale del mese di ottobre 2026 - 53 opifici per il trattamento di rifiuti. Facendo rapido un calcolo dei dati pubblicati sull'albo pretorio della provincia, sotto il naso dei residenti (ma anche dei turisti a frotte), circolano diverse centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti, chissà fino a che punto tracciati. Ma questa è un’altra storia.

 

 

 


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