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Il NUCLEARE SECONDO GLI SCIENZIATI TUTORI DELLA VITA (Marcello D’Acquarica)
Di Marcello D'Acquarica (del 28/02/2026 @ 17:57:12, in NohaBlog, linkato 72 volte)

Ma è proprio vero che la felicità ai giorni nostri dipende dall’energia?

Quanta ne occorre veramente per vivere sani senza ammalarsi prematuramente e morire come topi in gabbia?

In uno dei convegni per il “Festivale dell’Energia”, organizzato a Lecce nel maggio del 2025, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Prof. Dott. Gilberto Pichetto Fratin, ospite d’onore (anche se da remoto) al Teatro Apollo leccese, ha dichiarato, visti i tempi di guerre in corso, che per stare più tranquilli in Salento, oltre a ricoprire tutte le superfici idonee (tutte) con il  fotovoltaico, l’eolico e alcune piccole centrali nucleari, sarà opportuno tenere pronta all’uso, anche la Centrale a carbone di Cerano. Insomma, "melius est abundare quam deficere"

Festival dell'Energia, a Lecce dal 29 al 31 maggio

Un vecchio saggio diceva: chi si accontenta gode. Ma gli stili di vita imposti da questo sistema predatorio e basato sul consumismo a tutti i costi, il nesso del “godere” al “sapersi accontentare” lo ha cancellato, e forse ci resta solo più, e purtroppo neanche per tutti:

“…un giorno da leone”.

Nucleare e mini-reattori: perché la sicurezza energetica rischia di diventare fragilità strategica

Ce lo raccontano i medici di ISDE ITALIA (Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente)

Nucleare e mini-reattori: perché la sicurezza energetica rischia di diventare fragilità strategica - ISDE News

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Tempi di costruzione: Nessun Reattore Nucleare Modulare di Taglia Ridotta (SMR) è operativo su scala commerciale in UE. L’Italia non avrà SMR pronti prima del 2035–2040. Troppo tardi per gli obiettivi net-zero al 2030 (IPCC 2023)

Durante l’audizione sui disegni di legge C.1742 e C.2669, il dottor Giovanni Ghirga, per ISDE Italia, ha illustrato il paradosso nucleare: una tecnologia presentata come soluzione per la sicurezza energetica potrebbe trasformarsi, in scenari di crisi o conflitto, in un fattore di fragilità strategica e coercizione.

  • “…e in particolare di reattori nucleari modulari di piccola taglia (Small Modular Reactors, SMR), senza considerare il contesto geopolitico e militare globale significa sottovalutare rischi cruciali per la salute, la sicurezza e la stabilità democratica del Paese.”

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  • Infrastrutture civili come obiettivi sensibili

Le esperienze recenti di conflitti armati dimostrano che le infrastrutture nucleari non sono solo impianti energetici, ma potenziali leve di pressione politica e psicologica

  • Evacuazioni estese e contaminazioni persistenti

Gli SMR utilizzano materiali fissili e producono radionuclidi pericolosi come iodio-131, cesio-137 e stronzio-90. Anche un inventario radiologico inferiore rispetto ai grandi reattori può comunque comportare evacuazioni estese e contaminazioni persistenti, come evidenziato da analisi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica citate in audizione.

  • A oggi, inoltre, non esiste alcun SMR operativo su scala commerciale, né esperienze documentate di funzionamento in contesti di minaccia militare o terroristica, né dati su cicli di vita completi, dismissione e gestione finale delle scorie.

Colpire uno SMR non serve a “spegnere l’Italia”: serve a contaminare una zona densamente abitata, obbligare ad una evacuazione caotica e bloccare il Paese con l’effetto mediatico e sociale di una minaccia nucleare.

  • Ma la ragione più profonda per dire “NO” al nucleare, oggi, è che esistono già soluzioni migliori. Rinnovabili, accumuli, reti intelligenti, idrogeno verde per l’industria, elettrificazione capillare. Tutto ciò esiste, funziona, cresce, si diversifica. È già realtà in decine di paesi. È più VELOCE, più economico, più distribuito, più equo. Non lascia indietro nessuna scoria da custodire per centomila anni.

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Marcello D’Acquarica