La Provincia di Lecce, e i Comuni di Melpignano e di Monselice hanno trasmesso alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti il Dossier “Impiego di rifiuti e materiali derivati nella produzione del cemento: criticità ambientali, regolamentari e sanitarie”.
Il dossier è stato predisposto dai comitati civici: Comitato popolare “Lasciateci respirare”; “E Noi?” – Comitato di cittadini; NOCSS Gubbio; Coordinamento Civico Ambiente e Salute; ISDE Italia, che lo hanno messo a disposizione delle istituzioni competenti in materia di tutela ambientale e della salute pubblica, al fine di chiarire definitivamente come la pratica del co-incenerimento sia contraria al raggiungimento degli obiettivi di economia circolare fissati dall’Unione Europea.
Il tema è di stretta attualità perché’ nel più recente Consiglio dei ministri del 2 ottobre c.m. è stato approvato il decreto D.L. Ambiente-Bis che esclude da qualsiasi Valutazione di Impatto Ambientale la pratica del co-incenerimento di rifiuti-CSS nelle cementerie, semplificando tutti gli iter autorizzativi, in evidente contrasto con il principio di precauzione.
Secondo quanto dichiarato in relazione al provvedimento, le autorizzazioni non potrebbero più essere bloccate se non in caso di mancata idoneità tecnica del progetto: scavalcando qualunque istanza sollevata da istituzioni locali, comitati di cittadini, o imprese. La rimozione dei vincoli autorizzatori alla convergenza di industria dei rifiuti e industria del cemento ha conseguenze sul piano della sanita’ pubblica, del mercato della plastica, e del riscaldamento globale Di particolare rilievo e’ il contributo del Dr. Agostino Di Ciaula, presidente del Comitato scientifico di ISDE Italia, (International Society of Doctors for the Environment) con gli approfondimenti sugli effetti ambientali e sanitari della produzione di cemento e della sostituzione dei combustibili fossili con combustibili derivati dai rifiuti (CSS), data la collocazione di numerosi impianti per la produzione di cemento in centri urbani o in aree densamente urbanizzate. Il Dossier denuncia possibili effetti distorsivi sul mercato del riciclo della plastica.
Oggi riciclare la plastica non è più conveniente e molti impianti sono stati fermati perché si preferisce favorire l’incenerimento. Secondo il Rapporto Corepla (Consorzio Recupero Plastica) 2025, vengono già inviate ai cementifici per essere incenerite circa 350.000 t/anno di plastiche provenienti dalla raccolta differenziata, ad un costo sostenuto dai cittadini di 250 euro/t. Richiedere ai cittadini continui sforzi per perseguire la raccolta differenziata spinta, favorendo d’altro canto il co-incenerimento di rifiuti, appare un controsenso difficilmente spiegabile. Inoltre, il co-incenerimento nei cementifici vanifica il sistema europeo di promozione delle azioni di riduzione della CO₂ (ETS). Bruciare plastica come combustibile comporta un aumento della CO₂ prodotta, tenuto conto sia dell’inefficienza del processo sia del fatto che la plastica incenerita dovrà essere sostituita con nuova materia, in antitesi con la transizione da “economia lineare” ad “economia circolare”. Infine, la presenza di contaminanti nel cemento costituisce una violazione del regolamento REACH, in ordine alla valutazione del rischio dei prodotti immessi sul mercato.
Il Dossier affronta temi meritevoli di verifica sotto il profilo della conformità alla normativa sia nazionale che europea quali: gestione e tracciabilità dei rifiuti utilizzati nei cementifici, pianificazione dei rifiuti speciali, procedure autorizzative e di Valutazione di Impatto Ambientale, controlli sui materiali impiegati e sulle emissioni, e corretto utilizzo dei materiali classificati come End of Waste.
Il Dossier approfondisce tre case studies relativi a Galatina, Gubbio e Monselice. Due di questi casi riguardano direttamente i territori delle istituzioni che hanno disposto la trasmissione: Galatina, nella provincia di Lecce, e Monselice.
Il Dossier rappresenta un primo passo istituzionale per denunciare i danni del co- incenerimento nelle cementerie e le violazioni alla normativa Europea, nella prospettiva di un successivo approfondimento nelle sedi dell’Unione deputate a tale compito.
Il testo completo del dossier si può scaricare qui
Per ogni ulteriore informazione si prega di contattare:
NOCSS Gubbio; (3496260979)
Coordinamento Civico Ambiente e Salute - Galatina; (3383713429)
Comitato Popular “Lsciateci respirare” Monselice; (3498353349)
ISDE Italia (Medici per l’ambiente) (057523612)