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Il Salento brucia, le istituzioni rincorrono l'emergenza: è tempo di cambiare paradigma
Di Redazione (del 05/07/2026 @ 10:05:23, in Comunicato Stampa, linkato 135 volte)

I salentini e gli abitanti della Terra d’Otranto stanno vivendo in uno scenario di guerra, assediati nella salute e nella sicurezza personale. È come essere in guerra se manca l’aria, se è distrutto e aggredito il paesaggio, casa degli uomini e della vita. È come essere in guerra se chi abita un luogo è costretto alla vessazione psicofisica di una minaccia imponderabile e incontrollabile come quella del fuoco. È come essere in guerra se queste stesse persone percepiscono di vivere in un territorio totalmente fuori controllo, abbandonate dalle Istituzioni.

Ci rivolgiamo pertanto alle Istituzioni. A partire dal Prefetto di Lecce Natalino Manno, che il 31 marzo ha presieduto una riunione con gli attori istituzionali responsabili della prevenzione, della sicurezza e del control-lo degli incendi boschivi e di vegetazione, lasciando intendere un cambio di rotta in merito alla gestione dell’emergenza incendi in corso sul territorio. Sfida andata persa, se alla data del 17 giugno successivo lo stesso Prefetto ritiene di dover “mobilitare il Salento contro i roghi” riunendo” d’urgenza tutte le forze in campo. L’obiettivo: fare il punto su una piaga che, dopo i drammatici roghi dello scorso fine settimana, è diventata una vera e propria emergenza sociale per il territorio” (Ozanews). L’intenzione della difesa del terri-torio, missione tecnica ma soprattutto morale delle Istituzioni verso la sicurezza e la salute dei cittadini e il patrimonio paesaggistico salentino, arriva dunque con un ritardo abnorme, scandaloso e inaccettabile, consi-derando che gli incendi piagano il territorio da almeno sei anni (esiste uno storico di mobilitazioni della società civile organizzata, dalla raccolta firme alla produzione di documenti propositivi presentati ai Governi locali, puntualmente ignorati) e che già solo l’analisi del fenomeno in tutto questo tempo avrebbe dovuto fornire dati e strumenti per intervenire in modo tempestivo, ragionato e coordinato a sua prevenzione nelle stagioni successive. Invece, al netto delle dichiarazioni allarmistiche pubbliche di alcuni, politici e forze dell’ordine a turno, si è lasciato correre e ignorato, lasciando che il fenomeno, come tutte le cose non gestite, prendesse la strada di un’escalation esponenziale. Dalla convocazione tecnica del Prefetto del 17 giugno emerge l’intenzione di intensificare una macchina organizzativa a valle del fenomeno, indubbiamente neces-saria trovandoci in piena emergenza, attraverso il potenziamento di risorse umane e mezzi per lo spegnimen-to e con un coordinamento interno tra “Enti locali, Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, passando per la Provincia di Lecce, i Comuni, A.R.I.F., il Coordinamento Provinciale del Volontariato di Prote-zione Civile e l’Ente Parco Otranto-Santa Maria di Leuca”. Peccato però che l’unica vera barriera contro la cenere sia la prevenzione. Ci chiediamo allora: come si fa a non prendere queste decisioni col giusto tempi-smo, prima che scoppi un’Emergenza maiuscola come quella che stiamo vivendo? Con quale coscienza e cognizione delle proprie responsabilità civili e penali, in quanto Istituzioni? Il Salento è stretto nella morsa del fuoco dai primi giorni di maggio, quest’anno. Con un’estensione di ettari bruciati, tra aree boschive, macchia mediterranea, zone di interfaccia e rurali, aree di pregio per la biodiversità e la presenza di habitat naturalisti-ci inestimabili, residenze rurali, progetti di riforestazione puntualmente andati in fumo che lascia senza fiato. I danni degli ultimi 40 giorni non si contano, di recente sconfinati ben oltre le aree rurali e boschive, colpendo perfino le remunerative aree di attività turistica su cui la Regione Puglia e il Salento hanno investito con parti-colare ardore negli ultimi decenni.

Partiamo da qui, come neonato Comitato civico “Prevenzione Incendi nel Salento”, dai provvedimenti appena prospettati: innanzitutto individuando la necessità dell’estensione della stagione di alto rischio ben oltre il 15 giugno-15 settembre. E siamo ancora a valle della gestione del fenomeno incendi, cioè nella fase della predi-sposizione delle risorse per lo spegnimento (attraverso l’attivazione delle squadre, delle convenzioni, delle strutture, delle sale operative).

Quali che siano gli strumenti di monitoraggio predisposti (le sale operative restituiscono che le segnalazioni precoci e tempestive di fumi e fuochi non mancano, sono gli interventi ad essere in ritardo e insufficienti a causa delle squadre sotto organico a fronte del numero di incendi segnalati) il problema è che mancano i mezzi con l’acqua e i moduli d’intervento per lo spegnimento (e personale adeguatamente formato a gestire incendi vegetativi e per lo più rurali).

Sappiamo bene che quando arrivano i canadair, che pure e giustamente si salutano con grande sollievo e gratitudine, il danno ormai è fatto. Ci rivolgiamo quindi anche all’Assessora Regionale all’Ambiente Debora Ciliento e al Presidente neoeletto della Regione Puglia Antonio Decaro, al Direttore del Dipartimento di Prote-zione Civile Regionale Nicola Lopane, al Commissario Straordinario del 1-1-2 NUE della Regione Puglia Salva-tore Refolo e al Comandante Regionale Carabinieri “Forestale” Puglia Gen. Angelo Vita, ai rappresentanti della Provincia di Lecce, Brindisi e Taranto e soprattutto ai Sindaci dei comuni salentini, a tutte le Forze di Polizia provinciali, ai Comandanti dei Vigili del Fuoco, al Gruppo Carabinieri Forestale Lecce/Brindisi/Taranto e alla Capitaneria di Porto di Gallipoli, nonché al Coordinamento Provinciale del Volontariato di Protezione Civile. Con una domanda: a cosa corrispondono esattamente i citati 3 milioni di euro (con ulteriori 1,5 milioni alla Protezione Civile per l'acquisto di mezzi AIB distribuiti a Enti Parco, Comuni e Organizzazioni di Volontaria-to) frutto della convenzione tra Regione Puglia, Protezione Civile Regionale e Arif per il potenziamento dei mezzi destinati all’antincendio boschivo? A quale strategia attiva nella lotta al fuoco e soprattutto nella sua prevenzione? La prevenzione è frutto di quella lungimiranza che non circoscrive il problema ai soli 3 mesi estivi (quelli contenuti nelle ordinanze regionali, ribattute dai Comuni) e che agisce ben prima, nella pianifica-zione generale di strategie di gestione specifiche, plasmate sulle particolarità del nostro territorio, che pone oggi evidenze di complessità culturale, storica ed economica e soprattutto subisce l’aggressione di politiche speculative con il consumo di suolo e di funzioni primarie del paesaggio rurale (con il primato italiano per consumo di suolo in Puglia) a vantaggio delle nuove aggressive economie delle energie rinnovabili, degli investimenti turistici di lusso e in piccola parte anche dell’agricoltura intensiva. Complice l’abbandono della terra, progressivo negli ultimi decenni, aggravato e reso inesorabile dall’emergere del fenomeno del dissecca-mento rapido degli ulivi e dalla totale assenza di politiche agricole, rurali e giovanili, di incentivo e cura del paesaggio, di ritorno alla terra, di ripristino degli ecosistemi perduti.

Sentiamo a scadenza regolare e da anni chiamare in causa tecnologie di ultima generazione (dai droni alle termocamere passando per le fototrappole) in ausilio all’individuazione di colpevoli (piromani o incendiari) o anche per la segnalazione precoce di roghi per l’intervento tempestivo. Se fossero state realmente adottate e messe a regime i loro effetti sul territorio sarebbero però invisibili, se nel tempo siamo diventati la terra dei primati del fuoco con i 4.526 interventi registrati per incendi di vegetazione e boschivi già nel periodo tra l’1 maggio e il 30 settembre 2025 (al primo posto in Italia per volume di interventi del Comando), con un aumen-to del 30% degli incendi boschivi, 52% delle superfici bruciate rispetto al 2024. Ben 6584 ettari di vegetazione sono andati in fumo l’anno scorso con una media di 1,57 ha per ogni intervento. Altrettanto regolarmente sentiamo ribadire la necessità dell’incremento alla lotta ai trasgressori della messa in sicurezza dei terreni (abbiamo però il sospetto che il clima sanzionatorio abbia innescato un perverso effetto contrario, con la scelta del fiammifero come soluzione veloce alla fatica e allo sforzo economico per agire in modo regolare). I Comuni, rei insieme a Regione, Provincia e gestori della rete stradale e ferroviaria di non provvedere loro stessi alla pulizia delle zone rurali afferenti alla loro competenza di gestione, pensano forse che per affrontare la situazione basti pubblicare ordinanze di divieti e norme comportamentali sulle plance pubbliche in piazza o all’albo pretorio disinteressandone da lì in poi. Ignorando poi totalmente la presenza di cumuli di rifiuti e vere e proprie discariche in aree rurali, che giacciono fino a diversi anni in loco nonostante le ripetute solleci-tazioni dei cittadini e costituiscono molto spesso causa di innesco di incendi. Mentre l’aggiornamento del catasto incendi, risorsa amministrativa chiave per impedire l’effetto speculazione sul terreno percorso dal fuoco, attende, con una lista di comuni inadempienti (8 per il 2024) e molti altri ritardatari fermi al 2023 da far impallidire.

Noi, come neocostituito Comitato Prevenzione Incendi Salento, ci occuperemo di spendere le numerose com-petenze presenti al suo interno per intraprendere la difficile strada della formazione sul territorio per la sensi-bilizzazione sull’emergenza in corso e sull’imprescindibile responsabilità individuale dei conduttori e dei proprietari dei terreni, che siano aziende o privati, contrastando le pratiche imprudenti e illegali che si trasfor-mano in gesti criminali. Ma pretenderemo anche, da qui in poi e senza tregua, che gli Enti pubblici competenti facciano la loro parte nell’individuare i proprietari inadempienti di terreni abbandonati, nel perseguire i colpevoli di comportamenti criminali e fuori legge e nel rispettare e far rispettare le normative sulla preven-zione incendi, che sono sempre il terreno d’incontro delle responsabilità private e pubbliche, individuali e collettive. “L’emergenza incendi nel Salento non è una questione spendibile solo sul piano della gestione tecnica, ma una sfida collettiva che tocca la sicurezza e l’identità del nostro territorio”, ha dichiarato il Prefetto Manno a margine della riunione. Suona strano e fuori tempo, visto che a mancare nella concretezza di azioni e risultati in tutti questi anni sono state proprio le Istituzioni. Istituzioni che hanno portato il Salento in uno scenario di guerra, sotto assedio di un pericolo e di un degrado indecenti e inaccettabili. E come popolazione ingiustamente trascinata in una condizione di guerra vi chiediamo dunque il CESSATE IL FUOCO! E di cambiare completamente il paradigma praticato finora nell’affrontare un fenomeno che avete lasciato diventare Emer-genza.

Comitato Prevenzione Incendi Salento

Adesioni:

  1. Comitato 275
  2. Salviamo gli Ulivi del Salento
  3. Casa delle Agricolture Tullia e Gino
  4. ASD MTB Tricase
  5. Manu manu riforesta
  6. Salento KM0
  7. Free home University
  8. FORUM AMBIENTE E SALUTE LECCE
  9. ANPI Alessano
  10. Spazi popolari
  11. Associazione "Tina Lambrini - Casa Comi"
  12. Isde Lecce
  13. Archès
  14. Coppula tisa
  15. CLETUS Eta Cultura del legno e tutela ulivi salentini
  16. Azienda agricola Merico
  17. Sacara gin
  18. Agriturismo Gli Ulivi
  19. Associazione culturale Janub
  20. Aziena agricola A.N.N.A.
  21. Fattizze d’Arneo
  22. Onda fertile
  23. Seminazioni
  24. Geanide azienda agricola
  25. Terrarossa APS
  26. Artèteca
  27. La Scatola di latta
  28. Meditfilm
  29. Coro a coro
  30. Marilù Mastrogiovanni
  31. Forum delle giornaliste del Mediterraneo
  32. Peacelink Lecce
  33. Associazione Bianca Guidetti Serra
  34. Soc. Coop. Amrita
  35. Azienda agricola “Dei Agre di Marta Cesi”
  36. Placemaking Casarano
  37. DAS (Diritti a Sud)
  38. Casa del popolo Silvia Picci
  39. Potere al popolo Lecce
  40. Peacelink- NASCA Teatri di Terra ETS
  41. Principio attivo teatro
  42. Casa Museo Moscara
  43. Casa delle Donne di Lecce
  44. Espera soc. coop/quiSalento
  45. Il Tacco d’Italia
  46. Canefiori A.p.s
  47. Officina Melinossa srls Avetrana
  48. 34º FUSO Aps
  49. APS TRAMOONTANA
  50. Mino De Santis
  51. Coredevillani ODV
  52. Anna Cinzia Villani
  53. Omar Di Monopoli
  54. Libreria Idrusa
  55. Cooperativa arteAmica
  56. Fondazione Lac o Le Mon
  57. Sciame APS
  58. Lamia Santolina APS
  59. Santi Paduli
  60. Panorama Festival Cave del Duca
  61. Oltre Mercato Salento
  62. WWF Lecce
  63. Associazione Ser Tessuto
  64. The Green March
  65. Santi Paduli
  66. A.d.i.p.a. Puglia
  67. Noi come loro Aps-Ets
  68. Misticanza APS
  69. PresentèFuturo odv
  70. Cicli minimi ETS
  71. Azienda agricola La Rusciulara
  72. Foreste Urbane APS
  73. EDS communication
  74. Fare Progetto Terra
  75. Azienda agricola Terre Paduli
  76. Ruralia
  77. Slow Actives tours
  78. Muta APS
  79. Associazione SALENTO IN CAMPO APS
  80. EZEN
  81. APS Verdesalis
  82. Ass. Agrosilvae Aps
  83. Ass. Nuova Messapia Soleto
  84. Inachis Leverano ODV
  85. Azienda agricola Gli orti di Peppe
  86. Città fertile ETS
  87. Associazione ETS Marina Serra di Tricase
  88. Ass. Amici del Belvedere S. Cesarea Terme
  89. Azienda agricola Masseria Foggelle
  90. Galatone Bene Comune
  91. Associazione Salento verticale
  92. Linea APS
  93. Toeletta vagabonda
  94. Canile rifugio Orsa Otranto
  95. Odv AdottaDog
  96. Ass. L’ausapieti San Cesario
  97. Coordinamento per gli alberi e il verde urbano di Lecce
  98. Punto verde vivai
  99. Santi Paduli
  100. Cooperativa agricola FOOD4HEALTH COMMUNITY
  101. Orto dell’Idro Otranto
  102. Azienda agricola Agrosì
  103. Circolo Laudato Si' Lecce
  104. Agriturismo Giardino del Tempo
  105. Azienda Agricola Biologica Piedi Grandi
  106. Agriturismo Montenachiro
  107. In punta di tacco APS
  108. Associazione stati uniti del mondo
  109. Agriturismo Nonno Tore
  110. Associazione Itaca
  111. Agricola Casa Gemma
  112. Azienda agricola Mauro Mauramati
  113. Birra B94
  114. Agriturismo Lu Schiau
  115. Azienda agricola Nerò
  116. Azienda agricola Emiliano Gira
  117. Saverio Alemanno apicoltore
  118. Ecomuseo della pietra leccese
  119. Legami di Comunità - Brindisi ImmaginAbile Impresa Sociale
  120. Discarded aps
  121. Eresie Pellegrine
  122. 73100 GAYA
  123. Whatson srls
  124. Impresa agricola dr Luca Circhetta
  125. Radici urbane
  126. Mirart APS
  127. Associazione Zampalibera sez. Maglie
  128. La Sallentina
  129. NYMA APS
  130. Ciclo Club Spongano
  131. Officine Cittadine APS
  132. Azienda agricola Gira Gisberto Emiliano
  133. NoiAmbiente e Beni culturali Noha e Galatina
  134. Villa Paciugo
  135. Miele dei Paradisi di Fabrizio Contaldo
  136. CICLIMINIMI ETS
  137. HDemia Associazione Culturale
  138. Azienda Agricola Ficatorta
  139. Olio Caricato
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