giu082026
La nostra scuola, in collaborazione con la Virtus Basket di Galatina, a conclusione del Progetto “ a Scuola con il Basket”, ha organizzato un entusiasmante torneo di che ha coinvolto numerosi studenti delle diverse classi. L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di aggregazione, divertimento e crescita, permettendo ai partecipanti di confrontarsi in un clima di sana competizione.
Il basket è uno sport che richiede collaborazione, rispetto delle regole e spirito di squadra. Durante il torneo, gli studenti hanno avuto l'opportunità di mettere in pratica questi valori, imparando a lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune. Ogni partita è stata caratterizzata da impegno, correttezza e fair play, elementi fondamentali per la formazione educativa dei giovani.
Dal punto di vista educativo, il torneo ha favorito lo sviluppo di competenze sociali e relazionali. Gli alunni hanno imparato a comunicare efficacemente con i compagni, a gestire le emozioni durante la gara e ad accettare sia la vittoria sia la sconfitta con maturità. Inoltre, l'attività sportiva ha contribuito a rafforzare l'autostima e il senso di responsabilità.
Importanti sono state anche le capacità motorie coinvolte. Il basket permette di migliorare la coordinazione motoria, la velocità, l'agilità, l'equilibrio e la resistenza fisica. Attraverso i movimenti di corsa, salto, cambio di direzione e controllo della palla, gli studenti hanno potenziato le proprie abilità motorie e la consapevolezza del proprio corpo.
giu082026
A settembre, ancora in balia della nostalgia per la fine delle vacanze estive, abbiamo preso parte al progetto “Vela a scuola”, in collaborazione col Circolo Nautico “La Lampara” di Santa Caterina. Lasciandoci trasportare dalle onde, siamo giunti alla fine di questa magnifica iniziativa, inaugurando una nuova estate che ci attende.
Nel corso dell’anno scolastico abbiamo lavorato assieme agli istruttori del circolo per giungere a mettere in pratica, nel corso dell’uscita didattica, tutte le conoscenze acquisite. Le classi quarte sono state coinvolte 4 moduli di lezioni teoriche riguardanti vari aspetti della navigazione in barca a vela.
Durante il primo incontro, il progetto è stato presentato ad alunni e genitori, con il supporto degli istruttori e di due atleti del Circolo, Marina e Pietro. Nel secondo incontro sono state approfondite le componenti della barca, informazioni utili per comprenderne a pieno la gestione. Per navigare, però questo non basta, perché è essenziale anche conoscere i venti. Nel terzo incontro è stata, quindi, approfondita questa tematica, assieme ad una spiegazione sulla Rosa dei Venti. L’ultimo incontro teorico si è svolto in forma laboratoriale: gli alunni, guidati dall’istruttore, hanno appreso le tecniche per realizzare alcuni nodi, che vengono utilizzati durante la navigazione.
Gli incontri teorici sono stati propedeutici per la nostra uscita didattica e all’acquisizione delle competenze utili allo svolgimento delle attività.
Le classi quarte, divise in tre gruppi, sono state accolte dal Circolo “La Lampara” a Santa Caterina nelle giornate del 28 maggio, del 4 giugno e del 5 giugno, per vivere una fantastica avventura tra «lu sule, lu mare, lu ientu». Questa volta, alle ore 8:00, gli alunni non erano pronti a varcare il cancello della scuola, ma, trepidanti, aspettavano di salire sul pullman che li avrebbe portati a Santa Caterina.
Appena arrivati, gli istruttori hanno accolto gli alunni presso la sede del Circolo e poi, subito, in spiaggia!
Le due classi sono state divise in quattro gruppi misti, ognuno con una diversa attività ad attenderlo.
Il primo gruppo ha sperimentato le basi della navigazione in barca a vela, vicino alla riva, utilizzando l’Optimist.
Il secondo gruppo ha ricevuto un’inaspettata sorpresa: gli istruttori avevano riservato un mini-corso di SUP, partendo dalla riva per poi esplorare il mare.
giu082026

giu052026
Conosco Giorgio De Cesario da qualche anno. O meglio, il professore De Cesario: lo chiamo così non solo perché ha insegnato per anni nei licei, ma perché reputo la qualifica di "prof" persino più prestigiosa e nobile di quella di maestro. La prima cosa che mi colpì varcando la soglia di casa sua, la famosa Casa degli Artisti - in via Lepanto 1, angolo via Lecce, proprio all’ingresso nord-est di Gallipoli - fu un imponente affresco che mette in scena l’aldilà dantesco. In basso a sinistra campeggia il sommo poeta, ritratto di profilo e coronato di alloro (chissà poi se quel nasone era davvero il suo o il frutto di secolari caricature). L’opera sorprende per una particolarità inedita: i tre regni sono invertiti. In basso si trova il Paradiso, un luogo luminoso e popolato da anime coloratissime e uniche: un vero regno delle differenze, dove nessuno segue le mode e ogni spirito è libero. Nel mezzo si sviluppa il Purgatorio, dominato dal grigio e da una rigida uniformità. In alto, infine, troneggia l'Inferno, in cui prevale il rosso acceso del fuoco e del sangue. Da questa visione comprendi che il professore ha già compiuto, qui in terra e non nell’oltretomba, quel capovolgimento che mette finalmente in piedi l’osservatore, come il Dante del XXXIV dell’inferno (mi sto ripetendo, lo so) che da un certo punto in poi, per poter salire fino all’“ultima Salute”, deve ribaltare la sua prospettiva, iniziando così a vedere distintamente quanto sia rovesciato quello che lo circonda.
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Il professore De Cesario, insomma, pensa Altrimenti. Si tratta di un pensiero divergente che ha iniziato a nutrire e a manifestare in tempi non sospetti: d'altronde l’arte dev’essere rottura di schemi, se no rischia di ridursi a sublime e costante ricapitolazione di paradigmi noti, quando non a pura cortigianeria. Negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, per dire, progettò l’architettura della sua Casa degli Artisti con un'audacia visionaria che avrebbe affascinato lo stesso Gaudì. In quegli anni andava in canoa anche in inverno, e qualcuno osava pure dargli del matto (qualche decennio dopo arrivarono però i kayak a far tendenza in tutte le stagioni). Cominciò a spalancare le porte di casa ai primi viaggiatori quando ancora i gallipolini non sapevano nemmeno pronunciare la locuzione Bed and Breakfast e ben prima che la Città Bella diventasse patria dell’overtourism. E da allora accoglie nella sua dimora, trasformata in palcoscenico, artisti di ogni ambito: attori, musicisti, pittori, scrittori... Tutti si esibiscono dal vivo in performance, mostre, convegni e spettacoli teatrali (a ingresso gratuito s’intende) a dispetto degli schermi di smartphone e pc che stanno viepiù riducendo il concetto di “social” a puro isolamento da reels. E chissà che entro l’anno non ci sia anch’io dietro quel leggio, ospite del professore e della professoressa Cristina Maritati (sua splendida consorte) a raccontare a chi avrà il coraggio di esserci storie di personaggi e pensieri sparpagliati, a seconda del regno che si sceglierà di trattare, tra gironi o cornici o cieli.
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Le creature di Giorgio De Cesario — pitture e sculture — costituiscono un’ostinata contronarrazione al pensiero unico. Le opere più recenti stigmatizzano la guerra “sfascista” scodellataci come ineluttabile (Mass Media War), invocano la pace (Angelus Pacis) e irridono il suprematismo occidentale, o meglio uccidentale (Lesa Libertà). A dirla tutta al volto d’argilla di quella Statua della Libertà con fiaccola vacillante per via dell’incrinatura del braccio, avrei sostituito una bella faccia di bronzo. E giacché mutato pure il titolo: Lessa Maestà.
giu052026

Luci soffuse, il sipario che si apre e un’ondata di viva emozione che travolge il pubblico. Il Teatro Cavallino Bianco di Galatina ha fatto da cornice a "Il nostro viaggio in scena", lo spettacolo di fine anno degli alunni delle classi quinte dell'Istituto Comprensivo Polo 3 di Galatina-Noha. Un sodalizio perfetto tra musica, teatro e crescita personale, che ha segnato la fine di un ciclo scolastico importante e l'inizio di una nuova avventura per i giovanissimi studenti.
A guidare i ragazzi in questo percorso artistico è stato il Maestro Antonio Ancora, che con la sua consueta sensibilità e competenza è riuscito a tirare fuori il meglio da ogni singolo bambino. Sotto la sua direzione, la musica e la recitazione sono diventate gli strumenti per raccontare una storia universale e profonda: un viaggio chiamato vita.
Il cuore dello spettacolo è stato il tema dell’amicizia, intesa come porto sicuro, come quel legame indissolubile che permette di non sentirsi mai soli: un'ancora a cui aggrapparsi e una forza su cui poter contare sempre.
Attraverso metafore delicate e interpretazioni magistrali, i bambini hanno raccontato la vita come un lungo, meraviglioso viaggio. Il messaggio sul palco è arrivato forte e chiaro: ogni fine è un nuovo, entusiasmante inizio. Non sono mancate le lacrime tra i genitori e i docenti presenti in platea, commossi di fronte alla maturità e alla spontaneità dimostrata dai piccoli attori e cantanti.
Uno dei momenti più toccanti della serata è stato, senza dubbio, il discorso d’addio delle maestre. Rivolgendosi ai loro alunni, pronti ormai a spiccare il volo verso la scuola secondaria di primo grado, le insegnanti hanno voluto dedicare loro una celebre citazione tratta dal film d'animazione Kung Fu Panda: "Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente."
giu012026
Ai sensi dell'art. 20 dello Statuto Comunale e dell'art. 29 del Regolamento del C.C., il Consiglio
Comunale è convocato in seduta ordinaria di 1^ convocazione per il giorno 05 giugno 2026 alle ore 09.00,
con continuazione e, occorrendo, in 2^ convocazione per il giorno 06 giugno 2026 alle ore 09.30 con
continuazione, presso la Sala Conferenze dell’ex Convento Santa Chiara -piano primo- Piazzetta Galluccio,
per trattare i seguenti argomenti:
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