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Sembra che il modo migliore di controbilanciare la tossicità di un cementificio sia l'abbattimento in città degli alberi di alto fusto
Di Redazione (del 20/04/2026 @ 13:39:40, in NoiAmbiente, linkato 138 volte)

Sono in fase di studio i documenti relativi a Colacem, il cementificio di Galatina (Lecce) di cui è in corso la Valutazione d’impatto sanitario nell’ambito del riesame dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale che consente allo stabilimento di produrre. Sul tavolo della Provincia di Lecce sono approdate le istanze delle associazioni, che chiedono lo stop cautelativo dell’impianto. A suffragare la richiesta il dato sull’arsenico e il cromo esavalente emerso dal rapporto Arpa, l’agenzia preposta alla prevenzione e alla tutela ambientale, che nello scenario di emissioni autorizzate supera le soglie di accettabilità. Esponendo, secondo degli studi allegati nell’istanza di stop, a rischi cancerogeni la popolazione, in un’area già dichiarata cluster per le patologie tumorali.

Il presidente della provincia di Lecce e sindaco di Martano, Fabio Tarantino, assicura la massima attenzione sul dossier, dopo l’incontro con le associazioni dello scorso 10 aprile. Un incontro che definisce "positivo". "Bisogna vagliare attentamente lo studio – afferma Tarantino – e vedere come va la conferenza dei servizi. Lo studio è già in fase di valutazione, ma bisogna capire la percentuale di inquinanti e se eventualmente siano da attribuire a Colacem e possano portare a delle decisioni. La chiusura cautelativa dell’impianto si può avere solo in casi di gravi motivi e – aggiunge – al momento non ho avuto queste notizie dai tecnici. L’idea della Provincia è di non dare spazio a inquinamento".

Tra i documenti principali al vaglio dei tecnici ci sono le considerazioni di Fabrizio Bianchi, ricercatore associato senior dell’istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa, dei comitati scientifici nazionali di Isde (i medici per l’ambiente) e Legambiente. Bianchi ha fornito considerazioni sulla Valutazione d’impatto sanitario elaborata dall’università di Bologna sullo stabilimento di Galatina. Sollevando alcuni interrogativi sul metodo dello studio, e concludendo che "con i dati oggi a disposizione non si è in grado di rispondere a domande cruciali per amministratori e cittadini".

"La stessa area – sostiene Bianchi - presenta dati di inquinamento dell’aria che, sebbene di media entità, comportano un aggravio di numerosi morti e casi di malattia evitabili se si diminuissero le attuali concentrazioni verso quelle raccomandate dall’Oms per proteggere la salute".

Agli interrogativi sollevati dalle associazioni risponde l’azienda Colacem – parte del gruppo Financo, la holding finanziaria della famiglia Colaiacovo, leader nel settore del cemento e che impiega, nell’impianto galatinese, circa 80 addetti; oltre 800 i dipendenti se si considerano tutti gli stabilimenti (la cui sede centrale è a Gubbio). L’istanza richiamata – sostengono – solleva "un allarme privo di fondamento". E ancora: "È importante chiarire con assoluta nettezza che non esiste alcun rischio per la popolazione. Il tavolo tecnico è da tempo operativo ed è attualmente giunto alla fase conclusiva dei lavori. Ed è proprio in quella sede che è emerso il dato più rilevante, troppo spesso omesso nel dibattito pubblico: la valutazione d’impatto sanitario elaborata dall’università di Bologna – dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche a seguito di un lungo e approfondito periodo di studio e tenendo conto anche di tutte le possibili osservazioni, richieste di integrazione e approfondimenti avanzati da Arpa, Asl e dagli stessi comitati, fornisce un quadro assolutamente tranquillizzante. In particolare, i risultati di questo studio, relativi alla stima degli impatti sulla salute, indicano che le emissioni generate durante l’esercizio dell’impianto non producono effetti apprezzabili sulla salute e sono del tutto rassicuranti per la popolazione".

In attesa di convocare ancora la conferenza dei servizi, il presidente della provincia Tarantino fuga ogni dubbio sulla eventualità di consentire all’azienda di incenerire Css (combustibili solidi secondari), quindi rifiuti, nello stabilimento di Galatina. "Non concederemo mai sicuramente l’utilizzo di Colacem per il Css. In questo caso la posizione è netta – dice - ed è no".

Mentre l'assessora regionale Marina Leuzzi, di Alleanza verdi e sinistra, promette di monitorare il dossier: "Mi sono accertata grazie al presidente Tarantino che le istituzioni provinciali sono al lavoro per proseguire con il percorso della conferenza dei servizi riguardo ai monitoraggi sulla Colacem, e che si stanno raccogliendo le osservazioni delle associazioni ambientaliste e della comunità per valutarle nel procedimento. Auspico che quanto prima si possa concludere l'iter valutativo per dare risposte certe alle cittadine e cittadini di Galatina".

Fonte: Repubblica.it

 

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