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Allergia elettrica
Di Antonio Mellone (del 10/11/2012 @ 15:12:48, in Ex edificio scolastico, linkato 2484 volte)

Non  perdiamoci in chiacchiere, e torniamo ad un’altra cappella, anzi basilica nel  deserto nohano: la vecchia scuola elementare di Noha, già pronta da un anno e  mezzo, anzi no, per via di una serie di piccoli dettagli che vanno dall’hardware al software della struttura.
In effetti l’argomento mancava da questi schermi da un bel po’. E qualcuno ci ha chiesto lumi (!) in merito, anche se noi siamo tutto meno che l’ufficio tecnico, e tanto meno stampa, del Comune di Galatina che - ci assicurano fonti informate - “sta lavorando alacremente, giorno e notte” per risolvere il problema (ci auguriamo non a lume di candela).  
La rogna ancora irrisolta nell’Anno Domini 2012 che volge al termine è, dunque, l’allaccio all’energia elettrica, per brevità, Enel. E’ vero, si è già provveduto come pragmatismo comanda ad installare un contatore provvisorio (nelle nostre contrade la provvisorietà dura più o meno un quarto di era geologica ndr), che misurerà il flusso di elettroni per una potenza massima di 10 kwh, anziché dei 50 previsti. Mentre il collegamento alla rete dovrebbe “arrivare da un momento all’altro”. A sorpresa. Come un miracolo. Come una sajetta.
Poi sarà la volta delle gare, o come diavolo si chiamano, per affidare la struttura ad un gruppo di persone di buona volontà che la faccia funzionare come previsto dai progetti per i quali è stata finanziata. Diciamo che con un po’ d’impegno potremmo farcela nel corso dell’attuale decennio. Tutt’al più del prossimo.
E qui sarebbe d’uopo aprire una parentesi per parlare delle attività che si potrebbero/dovrebbero svolgere nel nuovo centro sociale nohano, anche alla luce delle interrogazioni fatte in seno al consiglio comunale di Galatina da chi forse non s’è nemmeno preso la briga di leggere intenti e progetti (non essendone minimamente interessato). Ma finiremmo per andare oltre il seminato. Ci proponiamo di scriverne prossimamente, sempre qui, anche perché ne stiamo sentendo di tutti i colori. C’è, infatti, chi mettendo le mani avanti e arrotando la boccuccia a cul di gallina ti spiega: “No, non si può far questo, né si può far quell’altro” (ma non ti suggerisce che cos’altro). Altri, accennando a stracciarsi le vesti ed alzando il solito ditino, sembrano dirti: “Ma signora mia, non è proprio possibile pensare ad attività di questo tipo” (più che attività chissà se i nostri interlocutori saranno interessati alle passività). L’esperto, anzi il tecnico di turno, cimentandosi un po’ con l’alpinismo sugli specchi e sciorinando il solito nulla in risposta alle tue proposte ribadisce secco: “Non penso proprio: lì sono previste attività specifiche per giovani fino a 24 anni. E assolutissimamente nulla altro” (notare l’avverbio che enfatizza il nulla). E così via farneticando.        
Sentendo corbellerie di questa stazza t’accorgi che qui la vera energia che manca non è proprio quella elettrica.
Ma rimandiamo ad altre note queste amenità (sennò non la finiremmo più) e ritorniamo al tema per ora prioritario.

Noi crediamo che, arrivati a questo punto, debba essere il nostro Sindaco in prima persona a spendersi, protestando nei confronti dell’Enel, e proferendo papale papale (o sindacale sindacale) più o meno queste parole: “Cara Enel, o Eni, o chiunque tu sia, per favore non andare alla ricerca del pelo nell’uovo. Ti pregherei di non ostacolare ma di agevolare questo benedetto collegamento alla rete energetica per la vecchia scuola elementare di Noha. Te lo chiediamo nell’interesse pubblico, e non soltanto della mia maggioranza. Guarda che non ti stiamo mica dicendo che dovresti regalarci l’energia elettrica, o farci degli sconti, o degli abbuoni, o di trattarci con i guanti bianchi. Noi siamo pronti a pagarti ogni chilowattora consumato, e addirittura puntualmente, ad ogni scadenza, e secondo tariffa. Perché ci stai mettendo il bastone tra le ruote (o il relé di traverso)? Perché ti ostini a dire che no, non si può senza una cabina elettrica costruita così e cosà?   
Detto tra noi, tu lo sai benissimo che per un collegamento del genere non c’è bisogno di tutto ‘sto ambaradan (chè noi non sappiamo manco da dove partire, e abbiamo mille altri problemi per la testa).
Cara Enel, o chi per te, non costringermi a dire al mondo intero che un collegamento di 50 kwh potrebbe benissimo esser fatto pur senza il bisogno di costruire alcuna cabina elettrica (magari a forma di cappella: ne abbiamo a bizzeffe, di cappelle dico).
Sì, per la verità qualche nostro tecnico ha sottovalutato la portata del problema; diciamo che non ci ha proprio pensato se non in procinto di ultimare i lavori, ma, di grazia, non ti ci mettere pure tu, obbligandoci a costruire qualcosa che per noi è così difficile che al confronto sarebbe di poco più gravosa la costruzione di una novella piramide nel deserto del Sahara.
L’abbiamo capito, sai, che il tuo è puro puntiglio spagnolesco. Ma permettimi di aggiungere che non ti conviene fare, come sovente fai, orecchio da quel mercante che sei. Stavolta, fidati di me, non faresti un buon affare.
Non obbligarmi a condurre una campagna di informazione per far capire a tutti i cittadini di Noha, Galatina, Collemeto e Santa Barbara, che non ti frega nulla del pubblico, ma che il tuo è solo business, o interesse particulare.
Non indurmi ad organizzare una manifestazione di protesta sotto i tuoi uffici. Non spingermi a promuovere iniziative volte al risparmio energetico così risolute ed “energiche” che, almeno per il nostro territorio, il tuo fatturato sarà costretto a contrarsi inesorabilmente (vabbè, questa roba ci starebbe bene a prescindere n.d.r.).
Non farmi spegnere tutte le luci comunali notturne, e pure diurne, ancor prima che il decretino di Monti ce lo imponga.
Non istigarmi oltremodo, altrimenti sarò costretto a far sapere a tutti che uno dei problemi principali dell’economia italiana è proprio il costo dell’energia elettrica. Che i costi sono per noi mentre tutti i ricavi per te. Che ogni anno affluiscono dalle nostre alle tue tasche tanti miliardi di euro di extraprofitti, che come al solito vanno ad ingrassare il capitale ed una classe dirigente (o digerente) fatta di manager (o magnager) strapagati, miopi, opportunisti, sine fine dicentes.
Cara Enel, tu sei tu, una multinazionale forte ricca e potente, ma non t’illudere più di tanto: noi siamo noi, e tutti insieme potremmo formare una Montagna di uomini e donne in grado di scatenare un’onda d’urto di inaudita potentissima energia. E senza il bisogno di cabine, centraline e ammennicoli vari.”

Antonio Mellone

 

Commenti

  1. # 1 Di  carlo gervasi (inviato il 10/11/2012 @ 17:23:41)

    Angelo Mellone vorrei parlarti mi puoi chiamare al mio cell.3487802313? Grazie

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