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Di Redazione (del 26/10/2020 @ 20:26:00, in NoiAmbinete, linkato 365 volte)

Quando ci abbassiamo e mettiamo le mani in mezzo alle sterpaglie per strappare dalla terra il “vizio” di qualche incivile, ci chiediamo con quale diritto questi abbia deciso quanta terra debba essere sacrificata per le proprie perversioni.

Certo, non c’è risposta che sostenga alibi, non c’è alibi. Oggi, 25 ottobre 2020, sulla SP371, scortati da due auto della polizia provinciale, eravamo di nuovo gli stessi: padri, madri e tanti ragazzi, per fortuna anche loro.

Si perché per fare questo lavoro di volontariato non basta avere “stomaco”, ma certe volte ci vogliono anche muscoli per tirare su copertoni e pezzi di camion o altri materiali pesanti gettati così, come se fossero bottiglie vuote.

E così, mentre ti si sbriciola nelle mani l’ennesima bottiglia di plastica, oramai allo stato massimo di cristallizzazione, quasi ti viene voglia di piangere per l’impotenza che provi. E passi oltre lasciandoti dietro, con amarezza, un altro campo oltraggiato da un’incomprensibile ignoranza, figlia di questa pseudo civiltà.

L’immagine che ci resta impressa, non sono solo i copertoni, non è la colata di catrame puro che ha invaso il canale di raccolta delle acque e ha imprigionato inesorabilmente ogni rifiuto, non sono i cento o i duecento sacchi di rifiuti strappati alla vegetazione che nonostante tutto cerca di riprendersi il suo spazio, non è nemmeno il volto triste di Edoardo, un ragazzo di 16 anni che spinge la carriola carica di bottiglie vuote, a lasciarci di stucco è lo spettacolo che si para all’orizzonte: nastri infiniti d’asfalto e ferraglia di confine di queste pleonastiche strade, ci resta impressa l’immagine dei pannelli fotovoltaici a sinistra e dei campi di ulivi secchi a destra e sullo sfondo, dominante come il grande Golia biblico, l’impatto ambientale palese, che non lascia dubbi.

 
Di Redazione (del 30/09/2020 @ 18:20:21, in NoiAmbinete, linkato 209 volte)

Essere uniti nella salvaguardia dell’Ambiente deve essere prioritario a qualsiasi altra nostra azione quotidiana, dovrebbe quindi diventare uno stie di vita, per cercare di arginare quell’altro stile di vita assunto, che evidentemente sta causando enormi danni, alcuni irreversibili. Vedi per esempio, biodiversità, inquinamento dell’acqua, dell’aria, e della terra, e non per ultime tante nuove patologie importanti che stanno minando i nostri giorni.

Cominciamo ad aiutare questi giovani volenterosi, perché non diventi troppo tardi.

 
Di Redazione (del 30/09/2020 @ 18:16:38, in NoiAmbinete, linkato 175 volte)

Come abbiamo già detto in occasione della fondazione del C.A.S. (Coordinamento Ambiente Salento), la novità non è la fondazione dell’ennesima associazione di ambientalisti, certo, anche questo ha la sua importanza, ma la grandezza della nascita di questo Coordinamento sta nel fatto che diverse associazioni, che siano trenta o quaranta poco importa, tanto per ora stanno continuando a crescere, e quindi numerosi gruppi di giovani, si sono messi in testa di dare una svolta a questo becero stile di vita che ci porta a non rispettare l’Ambiente, e basta guardarsi intorno per vedere lo stato di inciviltà in cui non solo ci ritroviamo, ma soprattutto, e questo è grave, consideriamo normale.

Questi ragazzi, si sono messi in testa persino di unirsi ad altre associazioni che sono fuori dal Salento, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, per fare una cosa che non sono in grado di fare nemmeno i grandi programmi e accordi delle super potenze mondiali: contagiare tutti della bellezza di un mondo senza inquinmento..

 

 
Di Redazione (del 25/09/2020 @ 19:58:16, in NoiAmbinete, linkato 458 volte)

Non vogliamo certamente togliere il lavoro agli operatori ecologici dell’azienda municipalizzata, ce ne guardiamo bene, bensì noi, soci di NoiAmbiente e Beni Culturali di Noha, con questa goccia nell’oceano, azione di puro volontariato senza alcun secondo fine (a qualcuno sappiamo che può non sembrare vero),  con questa ennesima quanto assurda bonifica contro l’inciviltà, raccogliendo il vetro sparso ai bordi di Via Dalla Chiesa e nel tratto della via di Noha (via curve curve) quasi angolo via Giotto, abbiamo semplicemente voluto evidenziare il danno ambientale che qualcuno continua a perpetrare indisturbato, tanto né vigili ambientali comunali, né fotocamere (ahimè… sogni di gloria politichese), né la loro stessa coscienza, riescono a frenare.

Il vetro se gettato nell’ambiente, rappresenta un pericolo per ben oltre 400 anni.

Per la produzione di altre bottiglie di vetro si consumano materie prime soprattutto sabbie silicee e di carbonato di calcio, estratti da nuove e deturpanti cave, tutto a svantaggio dell’ambiente e del territorio, quella casa comune grazie a cui viviamo noi stessi.

Inoltre il riciclo del vetro ci permette di risparmiare tonnellate di combustibile che deve essere consumato per la produzione, ed equivale a fumi di combustione che inquinano l’aria, la terra e l’acqua, ovviamente sempre contro la nostra salute. Quindi, con il recupero del vetro, si riduce l’emissione di CO2, il gas che provoca l’effetto serra e che sta desertificando il pianeta. Salento compreso. Caso mai, sempre quel qualcuno, pensasse di stare su Marte o su chissà quale pianeta.

 
Di Redazione (del 02/09/2020 @ 13:36:52, in NoiAmbinete, linkato 545 volte)

A proposito di “Ambiente” cominciamo a pensare che sia diventato uno dei tanti stereotipi per friggere aria, cioè aria fritta. In buona sostanza ci stiamo abituando a vivere nella sporcizia.

Infatti più se ne parla e più il disastro ambientale aumenta. Siamo parlando del consumo di territorio perpetrato dalle concessioni per l’urbanizzazione e relative colate di cemento senza mai pretendere un reso, vale a dire senza mai andare a verificare la percentuale di case abbandonate e decadenti in cui nessuno più vi abita ma che stanno degradando e permeabilizzando il territorio. Così non viene chiesto alcun reso agli utenti dei materiali plastici per attività sia agricole che di altro tipo, non viene chiesto il reso di nulla ma solo concessioni per altre montagne di materiali inquinanti che soffocano l’aria, la terra, l’acqua e la salute degli esseri viventi, e cioè il nostro benedetto “Ambiente”. Non c’è un freno che renda sostenibile il rapporto fra consumato e consumabile. Di questo passo non avremo futuro. Intanto i rifiuti, che fra l’altro compriamo grazie alla grande distribuzione, aumentano sempre più e insieme ad essi gli sprovveduti che pensano di disfarsene gettandoli per la strada.

E’ tutto cosi rapido il degrado che non c’è più nemmeno il tempo per pensare che è già arrivata una nuova epidemia, che si chiami xilella fastidiosa o Covid - 19.

Quindi abbiamo deciso di non stare soltanto a guardare e a lamentarci e che perlomeno fuori dalla nostra porta di casa, la nostra bella casa linda e pulita, non vogliamo più avere lo sporco. E qui mi riferisco esattamente a tutto quello che vedete anche voi ai bordi delle nostre vie, sui nostri marciapiedi, nelle nostre campagne, insomma ovunque dove noi viviamo. Dite che la cosa non è di nostra competenza? Che è qualcun altro che si deve prendere carico di pulire e magari di punire gli sporcaccioni?

Certo, sarebbe anche ora che in ogni assemblea consiliare e legislativa del nostro Comune di Galatina, per esempio, e di tutti quelli del resto del mondo, venisse posta al primo posto all’ordine del giorno, la questione ambientale, dovrebbe cioè diventare prioritaria. E soltanto dopo aver messo in sicurezza la salute degli esseri viventi e dell’Ambiente, preoccupandosi della salvaguardia del verde esistente, di impiantarne del nuovo, di punire chi inquina, solo allora preoccuparsi del resto.

Domenica 30 agosto, in poche ore, oltre duecento persone, iscritte in trentuno associazioni e organizzate dal C.A.S. (il neonato Coordinamento Ambientale Salento) lo hanno già iniziato a fare, anzi abbiamo iniziato a fare, perché c’eravamo pure noi di “NoiAmbiente Beni Culturali di Noha”. Sono stati rimossi ben 500 sacchi di rifiuti vari, soprattutto bottiglie di vetro e di plastica, nel tratto di costa che va da Gallipoli a Lido Conchiglie. E tutto questo con il coinvolgimento dei Comuni interessati.

 
Di Redazione (del 30/08/2020 @ 19:26:11, in NoiAmbinete, linkato 585 volte)

Gentilissimo Assessore Loredana Tundo,

entriamo nello specifico senza perderci nei lunghi meandri del degrado che regna da decenni dentro e fuori Noha. Ci rivolgiamo all'Assessore ai lavori pubblici e all'urbanistica, ruolo che il Sindaco, come egli stesso ha dichiarato in varie occasioni pubbliche, ha voluto riservare ad una persona di NOHA.

Non poteva certo fare scelta migliore.
Lasciamo per ora da parte la storia di quei benedetti Beni Culturali di Noha, che, come molti in questo periodo, sembra siano andati in ferie, nonostante in passato, e per secoli, non abbiano mai fatto un turno di riposo, dando lustro, identità e peculiarità alla nostra comunità nohana, o per meglio dire di Noe, Noje o Nove, come si usava scrivere su tutte le  carte fino agli inizi del secolo scorso.

Sono trascorsi 50 anni da quando P. Francesco D'Acquarica, pubblicò il primo libro sulla storia di Noha sbatacchiandoci sotto il naso la nostra civiltà, l’arte e quindi la storia e le storie: delle tre torri, delle tombe messapiche e dei loro menhir, del castello con case di corte e casiceddhre annesse, del frantoio ipogeo, delle chiese, dei cimiteri sottostanti le chiese stesse e dei palazzi, della torre dell’orologio, della trozza, delle masserie, eccetera.

Ma la nostra, forse, è una storia di periferia e a quanto pare non degna di attenzione da parte delle amministrazioni galatinesi.

Con questa lettera aperta, intendiamo invece evidenziare il senso di disagio, per dire la verità il senso rasenta la vergogna, e la vergogna ha a che fare con la bellezza, in quanto è determinata dalla percezione della violazione delle norme (cfr. Gianrico, Carofiglio, La manomissione delle parole, Rizzoli, Milano, 2010, pag. 65), dicevamo quindi, il senso di disagio che si prova quando si entra o si  esce da Noha percorrendo via Aradeo. Non è che venendo da Galatina o da Collepasso (gli altri due ingressi principali) la cosa sia meno imbarazzante, ma se non altro non hanno l'onore di aprire l'accesso verso il nostro camposanto.

Ecco. Andare al camposanto è un po' come dire: " meglio chiudere gli occhi per non vedere".

 
Abbiamo provveduto a segnalare all’Ufficio del Protocollo del Comune Di Galatina e relativi organi di competenza, la presenza di quattro grandi gruppi di discariche abusive presenti in strada delle Tre Masserie a Noha. Purtroppo le discariche di questo tipo sono veramente troppe, non riusciamo sempre a intervenire in tempo, e molto spesso viene  bruciato il tutto insieme alle sterpaglie  nei campi intorno a Noha, e non manca giorno che succeda.
Sicuramente  la siccità che persiste da oltre un mese e mezzo, rende tutto più difficile. Ma i rifiuti non devono essere sparsi ovunque. Non ci stancheremo mai di dire che:
  • I rifiuti vanno conferiti all’Ecocentro del Comune, che oltretutto li ritira gratuitamente.
  • Che esiste un numero telefonico verde a cui rivolgersi per il ritiro a domicilio. (800 80.10.20)
  • Che ogni giorno l’azienda incaricata dal Comune passa davanti ad ogni casa per il ritiro giornaliero dei rifiuti debitamente differenziati.
  • Che i materiali speciali, come quelli abbandonati nella zona in oggetto, sono altamente nocivi alla salute di tutti, anche di chi li abbandona.

Ricordiamo inoltre che le patologie tumorali che fanno soffrire molte famiglie, derivano per buona parte dall’inquinamento ambientale, e quindi dovremmo risparmiarci queste azioni da quarto mondo, soprattutto davanti alle case in cui vivono le persone a noi care, bambini compresi.

N.B.: Le centinaia di migliaia di sacchetti di immondizia sparpagliati ovunque, comprese le vie cittadine, le discariche abusive nei campi, che intasano vore e canali, gli incendi giornalieri (soprattutto notturni) per smaltire le plastiche e i rifiuti, tutte queste sono atti criminali, che non hanno bisogno di una legge che li persegua, ma dovrebbero essere evitati perché amiamo la vita. E non solo a parole. 

Download PDF:
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Il Direttivo di NoiAmbiente di Galatina - Noha

 
Di Marcello D'Acquarica (del 15/06/2020 @ 13:20:28, in NoiAmbinete, linkato 522 volte)

Stamattina, seguendo il consiglio di Lino Sparafochi (Lino, tra parentesi, è il più ambientalista di Noha, perché oltre a dispiacersi delle oscenità dei perbenisti pronti a sparpagliare ovunque l’unica vera cosa che più sono in grado di produrre, vale a dire la spazzatura, si indigna a tal punto da venirmelo a raccontare), mi sono recato verso la Vora, dove Lino aveva avvistato dei rifiuti, tanti rifiuti.

E così, recatomi sul posto, mi sono reso conto che a partire dalla chiesa Madonna delle Grazie e poi verso sud, fino a Sirgole, nohani & co. esprimono tutta la loro “sensibilità” in tema di rispetto per l'ambiente e, dunque di loro stessi. Tanto, per lavarsi la coscienza, è sufficiente raccontare ai bambini delle scuole la favoletta degli alberi da piantare, del Piedibus, delle cartacce ai giardini, ecc. ecc.

Queste diciamo persone saranno così sensibili e così preparate da cogliere subito anche la gravità di un’altra ventina di ettari di pannelli fotovoltaici che stanno cercando di impiantare nelle campagne di Collemeto e, subito dopo, in quel di Porto Cesareo. Così come, qualche annetto fa, furono attente e pronte a fare le barricate, insieme ai loro degni rappresentanti al comune di Galatina, quando qualche SRL (società a responsabilità limitatissima, prima di pertinenza di alcuni spagnoli, poi la proprietà della società passò ai tedeschi) tentò di infilzare la campagna di Noha con una settantina di ettari di loculi solari.

Tanto per dirne un’altra, nel triangolo davanti ai giardini Madonna delle Grazie, i soliti ignoti, hanno prima gettato delle tapparelle; poi siccome sembrava brutto che le tapparelle soffrissero di solitudine ci hanno aggiunto dei copertoni di seconda mano e, per il meritato relax, qualche poltrona e divani. Però, siccome in giro c’era un bel po’ di Salvione crestu, e poi piantine di Camomilla, e Carote selvatiche, e altri fiori di campo (definite dal volgo: “erbacce”), il piromane di turno ha pensato bene “di far pulizia” appiccando un bel fuoco catartico.

 
Di Redazione (del 13/02/2020 @ 13:30:59, in NoiAmbinete, linkato 777 volte)

Premesso che ogni giorno, ed in qualsiasi momento della giornata, comprese le ore notturne, in tutta la zona galatinese si espande l’odore nauseabondo di plastica bruciata. Premesso che ci conviviamo come se il fatto rientrasse nella norma, e che molte persone (non definibili) brucino l’inverosimile anche nei camini, dato il periodo invernale, premesso ciò, chiediamo aiuto alle istituzioni tutte, amministrative ed operative affinché si prodighino verso un maggior controllo e sanzionamento dei presunti attori di tali crimini.

La salute pubblica deve avere priorità assoluta su qualsiasi altra azione fatta verso il territorio. E se diciamo priorità assoluta, questo ha un solo significato.

Ci eravamo già prodigati con molta insistenza e per molti mesi, per ottenere la bonifica di una discarica di plastiche per pacciamatura (quella adoperata dai contadini per ortaggi vari, giusto per intenderci, e che andrebbero smaltite come rifiuti speciali pagandone lo smaltimento alle aziende autorizzate). Questo è avvenuto nel corso del 2018 e ne pubblicammo i dati.

Ordinanza N.8 del 28.02.2018

Successivamente abbiamo cercato di sensibilizzare gli “sversatori di rifiuti abusivi” con un cartello che abbiamo posto nei pressi dell’ingresso della cava De Pascalis, un posto prescelto come discarica aperta.

Ecco come stanno le cose: il criminale di turno, si è guardato bene da portare i suoi rifiuti di plastiche da pacciamatura nel posto che venne ripulito nel 2018, grazie anche alla collaborazione fattiva dell’Assessore Loredana Tundo e dei vigili urbani di Galatina (vedi Ordinanza n. 8 del 28 02 2018), ma questa volta le ha depositate alle spalle del nostro cartello di sensibilizzazione, nascondendole tra le sterpaglie.

Insomma oltre al danno pure la presa in giro. Il genio di imbecillità non ha limiti. L’inciviltà sussiste e non dà segni di cedimento, anche perché certi atteggiamenti di scarsa attenzione all’igiene pubblica, sono tollerati dai molti, pur sapendo che sono la causa di molte patologie che stanno logorando tutta la popolazione.

Chiediamo all’Amministrazione di dare corso alla nostra segnalazione già protocollata, di cui si allega copia. E alle persone di buona volontà di aiutarci e di denunciare gli incivili che sporcano e inquinano la nostra città.

Segue copia della segnalazione protocollata in data 11-02-2020.

 

"Salviamo gli Ulivi Secolari"...

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