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S. Antonio a Noha
Di P. Francesco D’Acquarica (del 10/06/2016 @ 21:48:39, in Sant'Antonio, linkato 1932 volte)

Auguri a tutti gli Antonio e le Antoniette, ma anche alli Ucciu, li Ntunucciu e le Ntuniette.

Anche mia mamma si chiamava Antonietta e anche mio papà, Ambrogio Antonio, io stesso (ma l’ho scoperto più tardi nel mio certificato di battesimo) sono stato registrato con tre nomi e cioè Francesco, Antonio e Alessio.

Se andiamo a consultare gli antichi registri dell’archivio parrocchiale di Noha troviamo che il nome più diffuso, dopo quello di Michele, 200 volte al maschile e 77 al femminile per onorare il nostro santo protettore, viene quello di Antonio con 184 volte al maschile e 92 al femminile.

Simpatica l’idea di celebrare la festa di S. Antonio in forma di sagra popolare, come l’ho letta nell’avviso pubblicizzato in questi giorni sul sito di Noha. Si vede che nonostante i secoli trascorsi, Sant’Antonio (morì a Padova nel 1231) è un santo che ha lasciato il segno anche a Noha.

La relazione della visita pastorale a Noha del Vescovo di Nardò Ludovico De Pennis del 1452 ci informa che oltre alla chiesa principale, quella di S. Angelo, c’erano 13 chiese e due di queste erano intitolate a S. Antonio: una detta S. Antonio vecchio e l’altra semplicemente S. Antonio. Dunque già nel 1400 a Noha S. Antonio era di casa. Dal documento citato non ricaviamo elementi sufficienti per definire il luogo dove erano ubicate le due chiese, ma erano nell’agro di Noha. Di tutte e due, come del resto delle altre, si dice che dipendevano da Don Giovanni, l’arciprete di Noha di allora, e quella definita semplicemente come Chiesa di S. Antonio nella relazione della visita pastorale si dice che aveva  “una campana nel campanile”.

Oggi, oltre alla statua conservata nella chiesa di S. Michele, abbiamo la cappella di S. Antonio in contrada Magnarè o più semplicemente a “Sotta a Santantoni”. Si trova all'entrata del paese venendo da Galatina, andando a sinistra verso Pisanello. La chiesetta è sorta dove anticamente sorgeva l’antica Noja poi distrutta dai Barbari (dopo l’anno 410 circa). Non bisogna dimenticare l’invasione dei Turchi in Terra d’Otranto del 1480 a cui seguì la devastazione di tutta la zona  il 7 ottobre 1481, quando nel territorio di Galatina, Soleto, ma anche Noha, Aradeo, Sogliano, Cutrofiano, ci fu il fuggi fuggi generale, e delle 13 chiese non rimase più traccia.

Quando nel 1971 rientrai in Italia dal Canada, prima di ripartire per altre mete fotografai i luoghi più caratteristici di Noha per portare con me le immagini più significative del mio paese. Quelle foto ancora le conservo. Una riguarda la cappella di S. Antonio come la vidi allora. Poi è stata rifatta sullo stesso luogo. Ma oggi è un’altra musica.

P. Francesco D’Acquarica i.m.c.

 

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